Stagione di prosa
Teatro Comunale di Pietrasanta ” Cesare Galeotti”
mercoledì 22 gennaio 2025, ore 21.00
EVENTO SOLD OUT
L’AVARO
di Molière
traduzione e adattamento Letizia Russo
regia Luigi Saravo
interpreti Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo, Rebecca Redaelli, Luigi Saravo
scene Lorenzo Russo Rainaldi
produzione Teatro Nazionale di Genova /Artisti Associati Gorizia /Teatro Stabile di Bolzano /Centro Teatrale Bresciano
Ugo Dighero è Arpagone, personaggio tragicomico protagonista del capolavoro di Molière; al suo
fianco, Mariangeles Torres, impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la
cassetta di denaro di Arpagone e la domestica Frosina, personaggi che, insieme ad Arpagone,
muovono l’azione, scatenando un irresistibile e frenetico gioco degli equivoci.
Ma è la cupidigia, la sfrenata avarizia, l’amore ossessivo per il denaro il tema dello spettacolo che Luigi Saravo porta in scena oggi, in una nuova versione. In un epico scontro tra sentimenti e soldi, la regia mette a confronto le dinamiche descritte da Molière con la società di oggi, ambientando lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano. Saravo gioca su riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta, passando per gli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani lontani tra loro, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo.
Nella nostra contemporaneità orientata al consumo, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone suona sovversivo, in netta opposizione alla tirannia consumistica.
Intorno ad Arpagone gli altri personaggi, apparentemente vittime della sua tirannia, sono in realtà figure votate a ideali ben riconoscibili, sottomessi soprattutto al vincolo economico che li lega a lui. Per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla”.
durata: 1h 40’


