Stagione di prosa
Teatro Comunale di Pietrasanta ” Cesare Galeotti”
lunedì 3 marzo 2025, ore 21.00
EVENTO SOLD OUT
OTELLO
di William Shakespeare
Regia Emanuele Gamba
traduzione e adattamento Francesco Niccolini
con Giuseppe Cederna (nel ruolo di Iago)
e
Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Lucia Socci,
Lorenzo Carmagnini, Riccardo Naldini, Elisa Proietti
Produzione Arca azzurra
In questa riscrittura dell’Otello, ispirata al cortometraggio di Pasolini “Che cosa sono le nuvole”, il protagonista si muove in un universo teatrale decadente, in cui un monnezzaro, novello Iago, orchestra la tragedia con toni grotteschi e surreali.
Il mondo della scena si svela feroce e comico, popolato da personaggi ridicoli e corrotti, incapaci di resistere alle tentazioni della gelosia e del tradimento. I protagonisti, privati della loro eroicità, si aggirano in una corte dei miracoli fatta di inganni e vendette, come marionette recise dai loro fili si muovono in un teatro senza più un cielo a cui rivolgersi. Iago, demiurgo della scena, trasforma finzione e realtà in un groviglio inestricabile, con parole che accendono passioni vere e conducono inevitabilmente alla tragedia . Senza divinità a regolare i destini l’universo di Otello diventa una fabula cupa, in cui il potere delle parole regna sovrano, creando epiloghi di morte e follia, in un gioco teatrale sospeso tra il ridicolo e il drammatico.
C’è un meraviglioso cortometraggio di Pier Paolo Pasolini, si chiama ‘Che cosa sono le nuvole: tutto Otello in venti minuti’. Uno strano Otello: Domenico Modugno canta e fa un monnezzaro, che in un teatrino di borgata butta via delle marionette vecchie. Totò è una di queste marionette ed è Iago. Ninetto Davoli invece è la nuova marionetta che impersona Otello, inesperto, totalmente incapace di comprendere la storia che deve interpretare e capirne il senso. Un capolavoro di poesia e innocenza, dove compaiono Franco e Ciccio, Adriana Asti giovanissima e Laura Betti nel ruolo di una Desdemona, matura e in carne, felice di farsi schiaffeggiare da Otello. Il nostro Otello è ispirato a Pasolini, e rivive all’interno di una compagnia matura, consumata dai palcoscenici e dal tempo, che sulla scena insegue fantasmi. C’è un nuovo monnezzaro, che ricorda il portiere di Macbeth e che, da custode dell’inferno, veste i panni del demoniaco Iago: sotto gli occhi degli spettatori si svela un meccanismo teatrale comico e grottesco, feroce e cattivo. È la corte dei miracoli che spalanca le porte della tragedia del Moro di Venezia e della bella Desdemona: tragedia surreale e ridicola, fatta di tradimenti, sospetti e gelosie. Iago – per amore di Desdemona o per amore del Teatro chissà – allestisce un labirinto, quello della mente del Moro in cui finte parole accendono passioni vere che portano dritte a epiloghi di morte; e ancora una volta vince la parola, il verbo, il logos, che squarciano il cielo come tuoni, fulmini e saette che traversano la scena inseguendosi vorticosi nel vento.


