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SUMMARY:NOVECENTO di Alessandro Baricco con Stefano Messina
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE\ngiovedì 8 agosto\, ore 22.00\nGiardino Barsanti ( Chiostro di sant’Agostino)\, Pietrasanta \nNOVECENTO\ndi Alessandro Baricco\ncon Stefano Messina  \nregia Stefano Messina e Chiara Bonome \n\nmusiche Pino Cangialosi – scene Alessandro Chiti\ncostumi Isabella Rizza – disegno luci Francesco Bàrbera\nmusiche registrate eseguite da TDL Orchestra\ndirettore di scena Ermanno Pischedda – datore luci Alessandro Greco\nscenotecnica Scenario – foto di scena Manuela Giusto \n  \n \nDanny Boodmann T.D. Lemon Novecento è nato su una nave\, il Virginian\, una delle tante che attraversavano l’Atlantico cariche di gente da portare in America. E su quella nave Novecento faceva su e giù per l’oceano suonando il suo pianoforte senza mai mettere piede a terra. Decifrava le persone e metteva in musica tutti gli umori del mondo\, in un viaggio che non aveva confini\, con una musica che nessuno aveva mai sentito prima. \nUna volta aveva pensato di scendere\, ma arrivato sul terzo gradino della scaletta si era fermato. Davanti a sé aveva visto una città sterminata. Milioni e miliardi di possibilità tra cui scegliere. Scegliere una strada\, una donna\, una casa\, una terra. Troppo grande quel mondo di cui non vedeva la fine. Solo sul suo pianoforte\, sui suoi ottantotto tasti\, con la sua musica\, poteva trovare l’infinito. \nE Novecento rimarrà sul Virginian fino alla fine\, anche quando la nave malandata verrà portata al largo e fatta esplodere. L’ultimo viaggio di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento. Il più grande pianista di tutti i tempi. \nNovecento è uno straordinario racconto\, un teatro di narrazione che incanta perché sa cogliere l’anima del mondo e come dice l’autore “mi sembra una bella storia che valga la pena di essere raccontata”. E mi piace pensare che ci sia qualcuno che abbia voglia di ascoltarla. \n  \n  \nStefano Messina :  Diplomato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Ha lavorato come attore con Luca Ronconi\, Giancarlo Cobelli\, Roberto Guicciardini\, Andrea Camilleri. \nSocio della Compagnia Attori & Tecnici dal 1989 ha preso parte a tutti gli spettacoli prodotti per la regia di Corsini\, tra cui: “Rumori fuori scena”. Come regista ha diretto e interpretato tra gli altri “Camere da letto” di A. Ayckbourne\, “L’arte della commedia” di E. De Filippo\, “Trappola per topi” e “Miss Marple-Giochi di prestigio” di A. Christie e “Novecento” di A. Baricco. \n  \nproduzione :  Attori & Tecnici
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SUMMARY:CASA ABIS
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ngiovedì 8 agosto\, ore 21.30\nSpazio Incontri al Caffè “Romano Battaglia” \, Marina di Pietrasanta \n  \n  \nCASA ABIS\nRegia di Paolo Ruffini\nScritto da Casa Abis\, Paolo Ruffini\, Alessio Tagliento\, Eugenio Cignatta. \n  \n  \nCome in un film che parla della propria vita\, Gabriele e Stella\, i Casa Abis\, vivono i momenti significativi della propria convivenza cercando di capire qual è il trucco per vivere insieme felicemente. \nPasseranno dalle esperienze personali alle esperienze di grandi coppie del passato\, mettendo in scena le proprie dinamiche e meravigliandosi per primi di quanto queste siano una consuetudine delle dinamiche tra uomo e donna sin dalla notte dei tempi. \nCome passiamo il tempo insieme? Come lo passavano Antonio e Cleopatra? E di cosa parlavano che ancora oggi è argomento di conflitto di coppia? \nAttori\, comici e content creator. Stella Falchi e Gabriele Abis\, coppia nella vita e nella carriera artistica\, dopo essersi formati come attori teatrali\, ora insieme da sei anni sia fuori che sul palco.\nSi sono incontrati a teatro e da lì hanno creato la loro realtà con spettacoli e corsi di recitazione.\nNel 2021 decidono di mettere in rete le loro scene comiche ironizzando e giocando sulle dinamiche che si creano nella quotidianità della vita di coppia.\nIn poco tempo hanno raggiunto in totale quasi un milione di iscritti ai loro canali social\, con video da oltre 23 milioni di visualizzazioni.
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SUMMARY:PAOLO CREPET | Mordere il cielo
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nmercoledì 7 agosto 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana \nMordere il cielo\ndi Paolo Crepet\n  \nInutile negarlo\, girarci attorno. \nViviamo tra nuove guerre\, migrazioni di massa\, povertà che si ammassano nelle grandi città\, vecchie e nuove droghe dilagano\, ansie e angosce trovano insuete espressività. Come se un’antica cicatrice interiore fosse tornata a condizionare il tempo presente. \nEppure molti continuano a cercare\, forse proprio perché l’eclissi della ragione coglie un’umanità sempre più smarrita. \nProprio adesso che una parte del pianeta pensava di aver conosciuto benessere e allungamento della vita\, mi chiedo dove siano andate a finire le nostre emozioni\, perché in tanti tendono a relegarsi in una solitudine che accomuna giovani e adulti\, vecchi e bambini. \nSiamo all’età dell’insensibilità? \nIl rischio c’è ed è sempre più forte. Occorre parlare di questa potenziale eclissi di una parte della nostra sfera emotiva\, le complicità e le omissioni che tendono a tradire l’identità più profonda di ogni essere umano. \nPer tornare a “mordere il cielo” occorre ritrovare il coraggio di nuove eresie\, rinnovare ribellioni per inseguire le nostre unicità\, diffidando di quella grigia normalità dietro la quale si nasconde il sinistro rumore della neutralizzazione dell’anima. \n  \nPaolo Crepet\, psichiatra\, sociologo\, educatore\, saggista e opinionista italiano\, sara’ protagonista sul palco  della Versiliana con la sua nuova conferenza spettacolo ‘Mordere il Cielo’. \nDopo il successo di ‘Prendetevi la luna’ nella passata stagione teatrale invernale \, registrando sold out in tutte le tappe\, Paolo Crepet torna in scena con la conferenza spettacolo dedicata al suo ultimo libro . 
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SUMMARY:BOLERO - CARMINA BURANA
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nlunedì 5 agosto\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana \nBOLERO \nCARMINA BURANA \n200 musicisti in scena\nEnsemble Symphony Orchestra & Choir \n  \nDUE GRANDI CLASSICI DELLA MUSICA DI TUTTI I TEMPI CON 200 MUSICISTI IN SCENA SOTTO LA DIREZIONE DI GIACOMO LOPRIENO. \nPlease accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube\, a service provided by an external third party. \nYouTube privacy policy \nIf you accept this notice\, your choice will be saved and the page will refresh. \nAccept YouTube Content\n  \nEnsemble Symphony Orchestra è una delle orchestra più conosciute nel panorama artistico nazionale \, grazie ai molti progetti cui ha partecipato e agli artisti di fama internazionale con cui ha collaborato. \nL’orchestra si è esibita nei più importanti teatri italiani ed europei grazie alla versatilità ed all’attenzione che ha per ogni tipo di genere musicale: il suo repertorio spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di ﬁlm di fama mondiale. \nGrazie \, infatti\, al coinvolgimento in molti progetti al ﬁanco di solisti del jazz\, del pop e del gospel\, Ensemble Symphony Orchestra dimostra una straordinaria conoscenza dei linguaggi e delle strutture diverse da quelle dei classici\, oltre che una notevole esperienza nel live ampliﬁcato. \nOltre 600 concerti in 7 anni di attività in Italia\, Svizzera\, Germania\, Spagna\, Olanda\, Francia\, Austria\, Regno Unito e Belgio. \n  \nL’organico prevede la struttura della grande orchestra sinfonica\, di 84 elementi con l’aggiunta di una nutrita sezione ritmica\, del pianoforte e delle varie sezioni di sassofoni\, arrivando coì ad un organico di vaste dimensioni per eseguire le composizioni che prevedono una grande orchestra. \n  \nEnsemble Symphony Orchestra è anche Choir con organico a 4 voci di 36 elementi. \n  \n  \nVideo O Fortuna \nhttps://www.youtube.com/watch?v=kYiTB8xvW5A
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SUMMARY:Vorrei che fosse amore - Omaggio a Mina con SILVIA MEZZANOTTE
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ndomenica 4 agosto 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nSILVIA MEZZANOTTE\n“Vorrei che fosse amore” \nOMAGGIO A MINA\n  \nIl 23 agosto 1978\, al Teatro Bussoladomani sul lungomare di Lido di Camaiore\, Mina saliva sul palco per il suo ultimo live\, prima del definitivo ritiro dalle scene. Un concerto destinato a consacrarla per sempre come la grande icona della musica italiana. \nE sarà proprio quella notte indimenticabile l’ambientazione del recital a lei dedicato. L’atmosfera e le luci della Bussola\, dieci elementi d’orchestra\, due attori che\, attraverso le canzoni più belle della Tigre di Cremona\, svelano la loro insolita storia d’amore. \nA interpretarle Silvia Mezzanotte\, poliedrica voce tra le più apprezzate del panorama italiano. \nDopo il lungo sodalizio artistico con i Matia Bazar e decine di tournée in Italia e all’estero\, ha pubblicato tre album da solista e partecipato come protagonista a numerosi spettacoli teatrali e televisivi. È del 2016 la sua vittoria del Tale e Quale Show\, con una serie di strepitose esibizioni tra cui spicca l’interpretazione di Brava\, canzone portata al successo proprio da Mina. \n“La mia voglia di omaggiare Mina – racconta Silvia – è pari all’amore e al senso di gratitudine che nutro per lei come artista e come donna. Ed è la stessa che mi ha spinta ad accettare con entusiasmo il ruolo di protagonista di questo show”. \nRegia e testi sono curati da Gabriele Colferai. \nSul palco ci sarà l’orchestra tutta al femminile Ensemble Le Muse\, reduce dal glorioso tour italiano ed europeo di “Omaggio a Morricone – Musiche da Oscar”\, con la direzione del Maestro Andrea Albertini. \nIn scena Beatrice Baldaccini (Pretty Woman\, Grease\, Balliamo sul Mondo\, Raffaella!) e Gabriele Colferai interpretano la coppia di innamorati che raccontano la loro storia sulle note dei più celebri successi di Mina: Parole parole; Insieme; Anche un uomo\, Grande grande\, grande; L’importante è finire e tanti altri. \nCanzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni reinterpretate dalla Mezzanotte che\, con talento e rispetto\, renderà omaggio all’indiscussa regina della canzone italiana. \nPerché solo così si può celebrare un grande Mito: continuando a cantarlo. \nLo spettacolo è un nuovo progetto del Teatro Verdi di Montecatini. \n  \n  \nALCUNI DEI BRANI IN PROGRAMMA \nStasera io qui\nAncora ancora ancora\nAmor mio\nBrava\nCittà vuota\nE se domani\nGrande grande grande\nInsieme\nIo domani\nIo e te da soli\nLa voce del silenzio\nL’importante è finire\nMi sei scoppiato dentro al cuore\nVorrei che fosse amore \nCREDITS: \nVoce: Silvia Mezzanotte\nDirezione: Andrea Albertini\nOrchestra: Ensemble Le Muse\nAttori: Beatrice Baldaccini e Gabriele Colferai\nRegia: Gabriele Colferai
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SUMMARY:Andrea Muzzi e Fabio Canino | TROVATENE UNO BRAVO
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE \nsabato 3 agosto\, ore 22:00 \nGiardino Barsanti (Chiostro di Sant’Agostino) – Pietrasanta \nTROVATENE UNO BRAVO\novvero ma cosa ha in testa?!\ndi Andrea Muzzi\ncon Fabio Canino e Andrea Muzzi\nregia Stefano Messina\nscene Alessandro Chiti – disegno luci Francesco Bàrbera \nfoto Manuela Giusto \ncoproduzione Attori & Tecnici – Fondazione Accademia dei Perseveranti \n\nCompiuti i 50 anni\, il signor Marini decide di avvalersi per la prima volta nella sua vita di uno psicologo. Casualmente dal web sceglie un professionista. Purtroppo per lui\, la scelta ricade sullo psicologo sbagliato. II medico scelto\, infatti\, sta peggio di lui\, è uno sbandato in curva\, un uomo che ha smarrito i punti cardinali nella vita. Nello studio si ritrovano cosi due persone\, in pratica due facce della stessa medaglia. I due discutono animatamente sulle tematiche esistenziali che li riguardano. Dalla paura della morte\, alla voglia di restare giovani. Dalle botte ormonali\, all’aumento del Psa. Dalla pancetta indelebile\, fino alla paura della vecchiaia. \nCosa fare? Come reagire? Tutto accade così in fretta. Per uscire dalle sabbie mobili ad entrambi servirebbe una guida\, un sostegno. Insomma\, avrebbero bisogno di uno psicologo\, ma questa volta davvero bravo. Alla fine\, psicologo e paziente concordano sulla stessa consapevolezza: il vero elisir della giovinezza è la leggerezza. Non bisognerebbe mai perdere la voglia di sorridere. Nemmeno nei momenti più cupi della vita. \nTrovatene uno bravo è una commedia molto divertente\, dal ritmo comico incalzante che si interroga con leggerezza ed emotività sul senso della vita. Una commedia che scatena la coppia comica Canino & Muzzi. II primo interpreta uno psicologo\, all’apparenza cinico ma in realtà fragile ed emotivo. Il secondo\, dà vita al paziente\, una vittima che però a tratti sembra più forte dello stesso medico. \n  \nFabio Canino\, volto popolare della tv\, da 16 anni è giudice fisso di Ballando con le stelle\, programma di Rai 1. fra i tanti lavori teatrali c’è “Fiesta”\, uno spettacolo cult che porta in giro da 20 anni. Su Radio Capital conduce ogni giorno il programma “I miracolati”. \n  \nAndrea Muzzi ha preso parte a diversi film\, fiction e spot pubblicitari. In teatro ha collaborato per ben 15 anni con Alessandro Benvenuti. Come autore teatrale ha scritto «Amarti mi affatica» per Carlotta Proietti e «Mille» per Ninni Bruschetta. In cinema ha diretto tre film ed il suo ultimo lavoro\, «All’alba perderò» è divenuto un caso cinematografico\, vincendo 28 premi nei festival e totalizzando 3milioni di visualizzazioni su Prime video. \n  \nStefano Messina si è diplomato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Ha lavorato come attore con Luca Ronconi\, Giancarlo Cobelli\, Roberto Guicciardini\, Andrea Camilleri. Socio della Compagnia Attori & Tecnici dal 1989\, ha preso parte a tutti gli spettacoli prodotti per la regia di Corsini\, tra cui: “Rumori fuori scena”. Come regista ha diretto e interpretato tra gli altri “Camere da letto” di A. Ayckbourne\, “L’arte della commedia” di E. De Filippo\, “Trappola per topi’ e “Miss Marple-Giochi di prestigio” di A. Christie e “Novecento” di A. Baricco.
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SUMMARY:FILIPPO CACCAMO - Le Filippiche
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nsabato 3 agosto 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nLE FILIPPICHE\ndi e con Filippo Caccamo\n  \nLe Filippiche è il nuovo spettacolo teatrale di Filippo Caccamo\, un affascinante e coinvolgente viaggio nella comicità dell’artista lodigiano che porta sul palco un assortimento di personaggi esilaranti\, stravaganti e memorabili. Attraverso brillanti monologhi e dialoghi incalzanti\, l’artista crea un affresco comico del tutto innovativo che ammicca alle dinamiche del mondo dell’insegnamento\, dove nasce la sua prima ispirazione\, ma poi si allarga ben oltre il contesto scolastico\, abbracciando la vita di tutti i giorni. \nCon sguardo acuto e sensibile\, Caccamo affronta temi universali come l’amore\, l’amicizia\, le relazioni familiari\, le gioie e i problemi quotidiani. Utilizzando la sua abilità nel maneggiare le parole e il suo talento musicale\, il tutto condito con una scenografia vivace e creativa\, lo showman trasforma queste situazioni comuni in momenti di riflessione\, risate\, emozioni. \nUno spettacolo che sorprende e diverte\, grazie all’interpretazione magnetica del comico e alla sua straordinaria capacità di coinvolgere il pubblico\, facendolo sentire parte integrante delle storie raccontate sul palco.Le Filippiche è un invito a ridere\, a pensare\, e soprattutto a riconoscere l’importanza delle piccole e grandi sfide che ci accompagnano lungo il cammino. \nFilippo Caccamo regala uno show indimenticabile\, un’esperienza teatrale che lascia il segno e ci fa guardare la vita con occhi nuovi. \n 
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SUMMARY:QUARTETTO DEKRU | Virtual reality : Teatro fisico per tempi digitali
DESCRIPTION:45°Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE\nvenerdì 2 agosto\, ore 22.00\nGiardino Barsanti (Chiostro di Sant’Agostino)\, Pietrasanta \n  \n  \nIl quartetto Dekru\nin \nVIRTUAL REALITY\ndi Liubov Cherepakhina\nTeatro fisico per tempi digitali \nVIRTUAL REALITY \nScritto e diretto da Liubov Cherepakhina\ncon Mykyta Cherepakhin\, Viktor Chuksin\, Inna Turik\, Bohdan Svarnyk\nDirettore artistico Aleksandr Bezmyatezhnyy \n  \nCos’è la realtà? Qualcosa di vero o una simulazione digitale? E se anche questo show non fosse altro che un’illusione\, chi glielo dice al pubblico in sala? \nVirtual reality è il secondo attesissimo spettacolo del quartetto di mimi ucraini Dekru. \n  \n \nUno show di virtuosismo corporeo nel quale il concetto di “realtà virtuale” assume tre significati che si intersecano tra loro: virtuale è la realtà dei device tecnologici che usiamo quotidianamente (smartphone e computer in primis). Ma lo è anche quella creata dalla pantomima\, che riesce a far vedere cose che non ci sono ed è quindi la forma espressiva più adatta a raccontare l’universo iperconnesso nel quale siamo immersi. La realtà virtuale è infine anche quella che ogni spettatore costruisce nella sua mente\, interpretando a suo modo ciò che ha di fronte. \nVirtual reality è un’indagine umoristica\, suggestiva e dinamica sul rapporto tra corporeo e digitale e sull’influenza che i moderni media hanno sulle nostre vite. Una serie di scene\, tra il quotidiano e l’onirico\, che senza l’utilizzo di parole\, di attrezzi e di scenografia\, riesce a restituire perfettamente i dettagli concreti ed emotivi delle situazioni esposte grazie ad una capacità mimetica straordinaria e a una flessibilità plastica di corpi che diventano qualsiasi cosa voglia la fantasia dei quattro artisti in scena. \nUno show fatto di storie e di stories: amore e Instagram\, poesia e TikTok. Complice l’immaginazione del pubblico\, il palco pur restando vuoto si riempie di visori\, telefonini\, social network\, ma anche di manichini del crash test che prendono vita e ambigui personaggi da nightclub. Come in un gioco interattivo o in un videogame analogico gli spettatori prendono parte all’azione interagendo con gli artisti\, che li sfidano a basket (ovviamente con una palla immaginaria)\, li trasformano in statue viventi e li coinvolgono nelle loro coreografie. \nScritto e diretto dalla regista Liubov Cherepakhina\, insegnante della rinomata Accademia di Varietà e Arti Circensi di Kiev\, Virtual reality è il secondo\, attesissimo show dei Dekru\, nato durante la loro permanenza in Italia (che dura tutt’ora) seguita alla difficile situazione nella nazione d’origine. Considerati gli eredi spirituali del Maestro Marcel Marceau\, vincitori al Festival Mondiale del Circo di Mosca e al Festival di Clown e Mimi di Odessa\, col loro linguaggio universale questi artisti hanno divertito e commosso centinaia di città nei paesi di tutto il mondo\, tra i quali Francia\, Germania\, Spagna\, Polinesia\, Nuova Caledonia\, Belgio\, Paesi Bassi\, Polonia\, Ungheria\, Romania e Svizzera\, oltre che Ucraina\, Russia e Italia\, dove si sono esibiti in prestigiosi teatri come il Comunale di Vicenza\, l’Apollo di Lecce e il Salieri di Legnago. \nLa capacità di trattare grandi temi con leggerezza e l’irresistibile empatia del gruppo ha permesso ai Dekru di conquistare anche le vaste platee di programmi TV quali Ucraina’s got talent e Tu sí que vales Italia. Il quartetto è stato scelto per esibirsi durante l’Udienza di Papa Francesco per il Giubileo dello Spettacolo Popolare e come protagonista del Gran Gala du Cirque\, show che riunisce i migliori performer circensi internazionali in un’unica grande serata. \n  \n  \nDurata Atto unico fino a 70 minuti \nLo spettacolo è una produzione Mosaico Errante distribuita in esclusiva mondiale da Circo e dintorni.
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SUMMARY:PAOLO BORZACCHIELLO - BADA A COME PARLI
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nvenerdì 2 agosto 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \nLo spettacolo di Paolo Borzacchiello “Bada a come parli”\, in cartellone al 45° Festival La Versiliana\, previsto per martedì 6 agosto\, ore 21.30\, è anticipato per importanti motivi di salute dell’autore Borzacchiello\, a venerdì 2 agosto\, ore 21.30\, sempre al gran teatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta Rimangono validi i biglietti già emessi. Per chi volesse il rimborso\, potrà richiederlo su ticketone.it.\nPaolo Borzacchiello \nBADA A COME PARLI\nNel suo spettacolo BADA A COME PARLI  Paolo Borzacchiello\, uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica \,  svela il modo in cui il linguaggio può trasformare la nostra vita;   mostra la potenza e la magia della parola e spiega come utilizzarle nel modo migliore specie oggi in cui chat e social ci costringono alla sintesi. \nDa oltre quindici anni  Paolo Borzacchiello si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e il linguaggio. Autore di bestseller e podcast di successo\, consulente e divulgatore\, è il co-creatore di HCE\, Human Connections Engineering\, la disciplina che studia le interazioni umane. Ogni anno forma migliaia di persone in aula e segue la formazione di aziende\, imprenditori e manager in tutto il mondo. Ha scritto e scrive per diverse testate giornalistiche\, tra cui “Il Sole 24 Ore”\, ed è spesso in televisione e in radio per promuovere la sua missione\, “La conoscenza rende liberi”. Su Audible i suoi podcast sono tra i più seguiti e apprezzati. Ha pubblicato con Mondadori il ciclo di romanzi bestseller La parola magica\, Il Super Senso e La quinta essenza\, i saggi Basta dirlo e Forse sei già felice e non lo sai; con Elisa Sednaoui Nessuno può farti star male senza il tuo permesso e\, con Paolo Stella\, Colleziona attimi di altissimo splendore. \n  \nDurata: 90 minuti
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SUMMARY:Keos dance project | REFLEXO
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE\ngiovedì 1 agosto\, ore 22.00\nChiostro di Sant’Agostino\, Pietrasanta \nKeos Dance Project \nREFLEXO\ncoreografie Stefano Puccinelli \ncoproduzione La Versiliana Festival/ 9 Muse srl \n  \nL’acqua limpida riflette un’immagine che gli mozza il fiato \ncrede di guardare un altro \nma altro non è che l’immagine di se stesso riflessa \n s’innamora di ciò che vede\n perdendosi nell’abisso del suo riflesso. \nOgnuno di noi è Narciso\, e l’abisso ora si spalanca non dal riflesso sull’acqua\, ma dal piccolo schermo dei nostri smartphone. Questo il concetto da cui Stefano Puccinelli crea e sviluppa REFLEXO\, spingendo i suoi danzatori in un dialogo fisico e mentale con se stessi\, attraverso le sollecitazioni ma anche le perversioni che scaturiscono dall’uso/abuso di questo piccolo strumento di connessione/disconnessione con il mondo. La cifra stilistica segue un complesso tracciato gestuale che tenta di tradurre in scena il sistema seduttivo di questo “social game” tramite un’ostentata\, sensuale esposizione del corpo in continua trasformazione. Il suggestivo contesto architettonico del chiostro di Sant’Agostino\, che ospita l’evento di questa prima assoluta\, permette allo spettatore di essere molto vicino ai danzatori\, godendo così di una percezione dell’azione scenica totale ed immersiva. \n  \nRegia e coreografia: Stefano Puccinelli \nProps: Creative Concepts\nMusic editing and sounds landscape: Nitolab – Stefano Puccinelli\nLight design: Stefano Puccinelli\nCostumes design: Simona Barsi\nProduzione: La Versiliana Festival – 9 Muse – Keos Dance Project \nDancers:\nFederica Bianchini\, Linda Di Camillo\, Carlotta Quercetani\, Erika Puccinelli\, Andrea Muzzi\, Geremia Nencioni Pardini\, Laura Salacca \n  \n 
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SUMMARY:Francesco De Carlo | BOCCA MIA TACI
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ngiovedì 1 agosto\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nBOCCA MIA TACI \ndi e con Francesco De Carlo \nDopo oltre quaranta repliche tutte sold out nei più grandi teatri italiani\, Bocca Mia Taci di Francesco De Carlo arriva sul palco della Versiliana il 1 agosto 2024. \nQuando facevo arrabbiare troppo mia nonna\, lei minacciava violenza col pugno chiuso\, digrignava i denti e si metteva una mano sul muso\, a soffocare un’imprecazione oscena. E poi dopo aver buttato un occhio al cielo mormorava: “Bocca mia taci!”. Mi sono sempre chiesto quale espressione tacesse ogni volta\, quali parole\, minacce o bestemmie rimanessero in quella sua bocca sdentata\, invece di liberarsi nell’aria. E col tempo presi a sfidare quella sua capacità di controllo\, con marachelle sempre più gravi. Fino a quando un giorno prese una gallina dal cortile e me la tirò contro. Questa storia\, completamente inventata\, mi ha insegnato che tenersi tutto dentro non fa bene: ti fa stare male\, ti fa salire il veleno\, ti fa lanciare pollame. E la paura di offendere qualcuno\, divinità comprese\, non può limitare la libertà d’espressione \nBocca mia taci è il mio nuovo spettacolo di stand up. \nÈ un po’ sporco e pertanto è sconsigliato ai minori di 16 anni. \nPiù che un monologo\, una marachella.
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SUMMARY:JACK SAVORETTI
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nmercoledì 31 luglio 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana – Marina di Pietrasanta \nJack Savoretti Live Tour 2024 \nCon una voce ruvida\, appassionata e struggente\, Jack Savoretti ammalia e rapisce incarnando alla perfezione la fisionomia del giovane cantautore. Nato a Londra il 10 ottobre 1983 da padre italiano e madre tedesco-polacca\, trascorre la sua infanzia in Inghilterra per poi trasferirsi adolescente in Svizzera dove frequenta un liceo americano.  \nCulturalmente eclettico e influenzato dalla musica cantautorale americana\, inglese e italiana\, inizia ancora giovanissimo a scrivere poesie. Sarà la madre\, una ex modella che frequentava nei suoi anni giovanili Jimi Hendrix e i Rolling Stones\, a suggerirgli di prendere in mano una chitarra e di trasferire in musica le sue parole. Il risultato è un insieme di melodie semplici e incisive dominate dal suono della chitarra acustica e da una rara attenzione ai testi che lo porta ad essere spesso paragonato ai grandi cantautori della tradizione anglosassone. \nOltre un milione di copie vendute grazie a 7 album pubblicati in lingua inglese (di cui 2 arrivati al primo posto della classifica UK) in oltre 10 anni di carriera\, pagine di canzoni e poesie scritte in oltre 20 anni di ricerca espressiva\, una vita da viaggiatore alla ricerca della sua anima artistica divisa tra l’Inghilterra (dove è nato e tutt’ora vive)\, l’Italia (da cui prende il cognome e una forte passione per la poesia e il romanticismo)\, la Svizzera(dove ha studiato) e il mondo intero\, attraverso cui ha viaggiato negli anni per riuscire a trovare il suo suono\, il suo modo di esprimere se stesso. \n Savoretti può vantare un lungo elenco di collaborazioni che vanno dal pilastro del cantautorato americano Bob Dylan alla diva australiana del pop Kylie Minogue passando per Nile Rogers\, James Blunt\, Shania Twain ma anche Ex Otago e Elisa. \n  \nALBUM pubblicati: \n2007 – Between The Minds \n2009 – Harder Than Easy \n2012 – Before The Storm \n2015 – Written In Scars \n2016 – Sleep No More \n2019 – Singing To Strangers​​​N.1 UK Chart \n2021 – Europiana​​​​N.1 UK Chart \n data a cura di LEG  Live Emotion Group  \nCanali Ufficiali \nwww.jacksavoretti.com – www.instagram.com/jacksavoretti/ \nwww.youtube.com/user/JackSavoretti – www.facebook.com/Jacksavoretti – https://twitter.com/jacksavoretti
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SUMMARY:Versiliadanza | HUMANITY
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE\nmartedì 30 luglio\, ore 22.00\nChiostro di Sant’Agostino\, Pietrasanta \nprima nazionale \nVersiliadanza \nHUMANITY\nIdeazione e coreografia Leonardo Diana\ncon Leonardo Diana\, Luca Tomao\, Valentina Sechi \n  \n  \nEsistono dei codici comuni tra le diverse persone\, per convenzione o per somiglianza. Algoritmi che si incontrano/scontrano con altri algoritmi e che inevitabilmente hanno bisogno di essere riscritti al fine di agevolare ogni sorta di relazione si venga a creare. \nLa nostra mente vive quotidianamente nella riscrittura di azioni già vissute e questo ci porta a vivere il futuro come un qualcosa di già accaduto che si è già ripetuto nel nostro cervello sotto forma di preventivo attraversamento della realtà. \nLa sorpresa è un qualcosa di inaspettato\, di fuori dall’ordinario\, distante da quegli schemi che il nostro cervello aveva previsto di affrontare e per ciò ci pone in una condizione di momentaneo estraniamento risvegliandoci da una sorta di passività dovuta all’automatismo della nostra gestualità. \nQuando i nostri schemi mentali cessano di essere funzionali\, siamo costretti all’elaborazione di nuovi algoritmi che meglio si adattino alla realtà e solo in brevi attimi della nostra esistenza il nostro essere è costretto a saltare nel buio dell’imprevedibilità e a compiere delle vere e proprie metamorfosi. \n“In questi tempi di vita liquida\, per citare il filosofo Bauman\, l’identità è caratterizzata dall’instabilità\, dal continuo fluttuare verso nuovi stadi che\, azzerandosi ogni volta\, annullano le precedenti acquisizioni in un processo potenzialmente senza fine. Ma se l’identità è costituita propriamente dal suo permanere\, dal suo essere costante nel tempo\, l’uomo contemporaneo sembra per questo averla persa\, senza però aver rinunciato a cercarla”. \nLo spettacolo si compone di tre quadri. Nel primo gli interpreti si formano nella propria struttura di esseri umani\, evidenziando quelle che sono le caratteristiche organico/morfologiche dei propri corpi in una sorta di creazione della vita. Nel secondo quadro gli schemi mentali sono il principale motore delle azioni che si susseguono e si ripetono alla ricerca di un’ossessionante precisione. Nel terzo quadro un corpo rimane vittima dei propri schemi mentali\, si snoda e si contorce come un meccanismo difettoso\, infine cambia per rinascere in una nuova dimensione. \n“La soluzione del dramma moderno sta proprio nel rinunciare al confronto\, per opposizione\, con l’altro da sé\, e dissolversi nello strato indistinto e profondo della realta”.
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SUMMARY:JONATHAN CANINI - Vado a vivere con me
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nmartedì 30 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \nJONATHAN CANINI \nVADO A VIVERE CON ME\nregia di Walter Santillo\nscritto e interpretato da Jonathan Canini \n  \nQuando lasciamo il “nido” curato e coccolato dei genitori\, spesso ci si ritrova ad affrontare le più avverse vicissitudini in cui ci imbattiamo quando andiamo a vivere da soli… \nCi dice Canini ancora turbato: \n “I primi tempi è stato drammatico\, preparare da mangiare\, fare la lavatrice\, preparare la raccolta differenziata\, capire come si stirano i vestiti o come si accende il riascaldamento.” \nInsomma\, il comico toscano ha deciso di raccontare questa sua esperienza\, attraverso fatti realmente accaduti\, monologhi esilaranti e straordinarie disavventure il tutto ovviamente con la presenza dei suoi personaggi\, che lo hanno reso celebre\, e che lo accompagnano ovunque. \n  \nE che solo del tutto\, non lo lasciano mai \n 
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SUMMARY:MARCO TRAVAGLIO -  I migliori danni della nostra vita
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nlunedì 29 luglio 2024\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \n  \nMARCO TRAVAGLIO\nI MIGLIORI DANNI DELLA NOSTRA VITA\n  \nMarco Travaglio\, giornalista\, saggista e direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’ racconta\, nel consueto stile satirico\, gli ultimi anni di storia italiana: ovvero come i poteri marci della politica\, della finanza e della sottostante “informazione”hanno ribaltato il voto degli italiani ogni volta che chiedevano un cambiamento e l’hanno trasformato in restaurazione\, facendo risorgere l’Ancien Régime nelle forme più varie: quelle tecnocratiche diMonti e Draghi\, quelle finto-progressiste di Letta e Renzi\, quella destrorsa di Meloni&C.risorta dopo il Conticidio\, cioè il rovesciamento dell’unica formula di buon governo in grado di battere la destra.Sullo sfondo\, l’eterna sovranità limitata dell’Italia genuflessa ai falchi europei e agli Stati Uniti\, che ci trascinano regolarmente in guerra contro i nostri interessi a suon di bugie: da quelle sui ceti più deboli da colpire per far quadrare i bilanci dei ricchi e dei ladri\, a quelle sull’Ucraina\, la Russia\,Israele\, Hamas e la Cina
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SUMMARY:(S)PERMALOSO | QUATTRO MATTE RISATE SULL’INFERTILITÀ MASCHILE
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nVERSILIANA CONTEMPORARY THEATRE \nlunedì 29 luglio\, ore 22.00\nGiardino Barsanti ( Chiostro di Sant’Agostino)\, Pietrasanta \nproduzione Teatro della Cooperativa \n(S)PERMALOSO\nQuattro matte risate sull’infertilità maschile \ndi e con Antonello Taurino scritto con Carlo Turati \n  \nEssere figli\, essere padri. Non esserlo più e volerlo essere. Un esilarante (e dolce) spettacolo comico sul senso della paternità raccontata attraverso uno dei tabù del mondo maschile: l’infertilità. \nDiciamolo subito: di questo argomento non ne parla proprio nessuno\, mai. Non solo a teatro\, no\, proprio da nessuna parte. Niente\, tabù. E forse se ne dovrebbe parlare\, visto che è un tema tanto diffuso (riguarda circa un uomo su 15) quanto taciuto. Magari\, parlarne con ironia… \nImmaginate come può sentirsi un uomo che\, nella stessa mattinata\, in poche ore\, riceve due notizie: la prima riguarda delle analisi che ha fatto sulla sua fertilità\, cioè la possibilità di avere dei figli; la seconda\, invece\, lo stato di salute di suo padre. In pochi minuti\, le certezze relative all’esser padre e all’essere figlio vacillano\, improvvisamente. Come fosse tutto da riscrivere\, da capo\, da zero. Immaginate lo stesso uomo qualche anno dopo\, una sera. Tra poco l’uomo incontrerà a cena la donna che frequenta da un po’ di mesi\, di cui è innamorato\, e che forse\, sì\, è quella giusta… solo che lei − e su questo ha le idee abbastanza chiare − vorrebbe tanto un bambino da lui… Come fare? È il caso che lei sappia? Mentre la aspetta e cucina per una cena in cui dovranno parlare\, l’uomo riuscirà finalmente a trovare le parole per maneggiare quel segreto? \nNonostante anatemi e buoni propositi\, se il capitalismo è ancora saldamente il motore dell’agire umano sul pianeta (“esisti solo se puoi produrre”)\, l’infertilità sembra esserne\, sul piano biologico\, proprio la negazione: forse è proprio per questo che quella maschile\, più di quella femminile\, è ancora un argomento assente dal dibattito. Troppe questioni identitarie si incrociano\, troppi retaggi culturali premono\, troppe errate credenze sessuali su maschilità − tossica o meno che sia − accorrono moleste a intorbidirne la percezione. \nUn testo\, in sostanza\, che racconta quanto il patriarcato danneggi soprattutto gli uomini: argomenti quindi su cui è necessario parlare\, toglierne lo stigma\, e forse\, ancor meglio\, riderne. Tanto… Ah\, perché\, non ve l’avevamo detto? Questo è un esilarante spettacolo comico. Non solo sull’infertilità\, ma anche\, nella sua ricerca impossibile\, sul senso ultimo e più intimo della paternità. \n  \nRASSEGNA STAMPA \nIl coraggioso Antonello Taurino infrange un tabù scegliendo di parlare di un argomento ignoto e ignorato dal Teatro. Lo spettacolo\, ben congegnato drammaturgicamente\, presenta una calibrata alternanza di serie riflessioni intime e psicologiche\, con battute per alleggerire e divertire. Quindi quasi sempre si ride\, ma a volte emergono momenti densi e intensi\, grazie all’attore che ne parla con disinvoltura attoriale e soprattutto umana. […] Uno spettacolo filante e assai gradevole\, che ci mostra un Taurino in forma e ancora più maturo nelle sue narrazioni\, sempre più forti e chiare. \nIl pubblico applaude giustamente con generosità. […] Da vedere. \nAdelio Rigamonti\, Teatrando \n  \nLo spettacolo piace\, è toccante\, esilarante per la gestione delle battute che respirano in completa simbiosi con il tema trattato: l’infertilità maschile. \nAntonello Taurino\, con tutto il calore dell’accento leccese\, è capace di immergersi tra il pubblico dai primi minuti. […] Imperante il messaggio che riesce il giovane artista a trasmettere dal palco: divulgare la conoscenza sulla salute maschile della riproduzione cercando di svincolare l’idea di virilità da quella della fertilità; sono ancora pochi gli uomini che in giovane età non affrontano una visita di prevenzione da un andrologo\, gesto naturale e insegnato fin dall’ adolescenza al genere femminile. Antonello Taurino riesce a travolgere il pubblico mettendolo di fronte ad un argomento tanto scottante quanto realistico. […] Lo consigliamo! \nViviana Vitariello\, Dietro la Notizia \n  \nSi tratta di humour irresistibile e di ottimo livello\, con riferimenti colti e di attualità mai per sfoggio e sempre funzionali\, che si alternano a considerazioni varie\, con un accenno alla morte del padre che non stride con la comicità\, ma approfondisce il concetto “essere padre – essere figlio”. \nNon solo da vedere\, ma da rivedere perché si potrebbe aver perso qualche parola. E sarebbe un vero peccato. \nLuisa Espanet\, L’Espa.net \n  \nLo spettacolo piace\, è toccante ed esilarante per la gestione delle battute che respirano in completa simbiosi con il tema trattato: l’infertilità maschile. Taurino diverte spiegando\, includendo epiteti necessari per rendere il tema più leggero e fuori da certi luoghi comuni: una commedia di un’ora e mezza mai noiosa\, in cui l’attore-autore riesce a travolgere il pubblico mettendolo di fronte a un argomento tanto scottante quanto realistico e troppo poco discusso […]. Imperante il messaggio che l’artista riesce a trasmettere dal palco: divulgare la conoscenza sulla salute maschile della riproduzione cercando di svincolare l’idea di virilità da quella della fertilità. \n  \nViviana Vitariello\, Dietro la notizia
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SUMMARY:ROBERTA BRUZZONE - Favole da incubo
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ndomenica 28 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \nROBERTA BRUZZONE \nFavole da incubo\nviaggio nella manipolazione affettiva mortale  \n  \nLa criminologa da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne racconterà i casi di cronaca nera tra i più sconvolgenti degli ultimi anni. Un’analisi lucida e necessaria degli stereotipi di genere che hanno provocato queste tragedie annunciate \, per sconfiggerli una volta per tutte. I maschi sono intelligenti\, le femmine sono utili. I maschi sono”progettati” per comandare\, le femmine per accudire. Gli uomini devono provvedere economicamente alla famiglia e realizzarsi nel lavoro\, le donne devono stare a casa. Questi sono solo alcuni degli stereotipi di genere più comuni che ancora permeano la nostra cultura. Pensate che siano in gran parte retaggi di unpassato ormai superato?No non è affatto così. Gli stereotipi di genere sono tra noi\, ogni giorno. E no\, non sono affatto “innocui”\, come molti sembrano considerarli. Attraverso la ricostruzione di dieci casi di femminicidio tra i più sconvolgenti degli ultimi anni\, Roberta Bruzzone analizza i principali preconcetti culturali e sociali che hanno operato in queste vicende inconcepibili\, eppure reali. Stereotipi\, pregiudizi e tabù a cui hanno obbedito un po’ tutti : le vittime\, gli assassini\, l’opinione pubblica e perfino i media che ne hanno parlato. \nIl quadro che ne emerge non è consolatorio: le idee sessiste sono ancora molto radicate\, in ognuno di noi\, senza distinzioni di condizione economica e culturale. Lungi dal voler giudicare\, ma con lucidità e senza fare sconti a nessuno\, Favole da incubo intende aiutarci a prendere coscienza di quelle voci che parlano dentro di noi\, spingendoci ancora\, nostro malgrado\, a fare distinzioni di genere nella vita di ogni giorno. Perché la presa di coscienza è il primo\, necessario passo per cominciare a scardinare questi schemi mentali e fare in modo che crimini tanto orribili non trovino più un terreno in cui mettere radici\, crescere e riprodursi. Intervenire in tempo per fermare l’escalation è possibile\, e soprattutto è possibile innescare quel profondo cambiamento culturale che può mettere fine una volta per tutte alla violenza sulle donne.
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SUMMARY:BALLETTO DI MILANO | Aria Tango...Bolero
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nsabato 27 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \n  \nBalletto di Milano\nPresidente e direttore artistico Carlo Pesta \nARIA TANGO…BOLERO\nin coproduzione con La Versiliana Festival \n  \n \n“Aria Tango”\nCoreografia di Micha van Hoecke Ripresa da Miki Matsuse\nMusiche di Luis Bacalov\nCoproduzione Balletto di Milano / Versiliana Festival\ndedicata a MICHA VAN HOECKE \n  \n“Bolero”\nCoreografia di Carlo Pesta e Adriana Mortelliti\nMusiche di Maurice Ravel \n  \nIn ricordo e in occasione dell’ottantesimo compleanno di Micha van Hoecke\, Aria Tango (2013) è ripreso da Miki Matsuse per il Balletto di Milano e La Versiliana Festival. Realizzato su brani di Luis Bacalov\, premio Oscar per la colonna sonora del film“Il postino”\, che affonda le sue radici nella cultura tanghera e tzigana\, è un“poema coreografico”in cui van Hoecke\, senza alcun intento didascalico\, in un’ atmosfera atemporale e surreale\, racconta stati d’animo\, timori\, paure\, passioni. \nNel secondo atto il celeberrimo Bolérodi Maurice Ravel nell’esclusiva versione del Balletto di Milano: non solo gioco di seduzione\, ma l’eterna storia di una nascita\, di un’attrazione inevitabile verso un essere simile\, di un moltiplicarsi di incontri. Corpi sinuosi prendono vita e intrecciano una danza che trascina nel crescendo musicale fino al sorprendente finale. Una coreografia dinamica che cresce con la musica e che culmina nel finale sensazionale. \n\nNella foto: Micha van Hoecke.\n  \nBALLETTO DI MILANO \nAmbasciatore della danza italiana nel mondo\, fondato nel 1980 e diretto da Carlo Pesta dal 1998\, è tra le Compagnie italiane più prestigiose. Riconosciuto e sostenuto da Ministero della Cultura\, da Regione Lombardia da cui ha ottenuto anche il prestigioso Riconoscimento di Rilevanza Regionale e dal Comune diMilano\, il Balletto di Milano svolge la propria attività nei maggiori teatri italiani e all’estero dove è presente in teatri ed istituzioni di primo piano. \nIl Balletto di Milano è in residenza al Teatro Lirico Giorgio Gaber e vanta un organico formato da danzatori diplomati presso le migliori Accademie internazionali e un ampio ed esclusivo repertorio che spazia dai grandi titoli classici rivisitati a produzioni esclusive. \n  \nAria tango”\, omaggio a Micha van Hoecke\, il grande coreografo scomparso nel 2021 che nel 2024 avrebbe compiuto 80 anni\, debutterà in prima nazionale sabato 27 luglio ( ore 21.30) sul palcoscenico della Versiliana\, evento atteso dagli appassionati di danza e non solo. \nLo spettacolo è frutto di una coproduzione del Festival La Versiliana e del Balletto di Milano che insieme hanno dato vita a questo lavoro creato appositamente per la 45esima edizione del festival confezionata dal consulente artistico Massimo Martini. \nIndimenticabile artista e personalità grandissima della danza in Italia\, dove si era stabilito da oltre trent’anni\, Micha van Hoecke è una delle figure che sicuramente hanno lasciato il segno. Manca. Un artista generoso\, che ha amato il teatro e la danza profondamente. “Abbiamo avuto il privilegio non solo di conoscere Micha\, ma di averlo come coreografo nel 1997 per “D’Après le Mandarin”\, la sua versione del “Mandarino Meraviglioso” di Béla Bartók\, con Luciana Savignano e Denis Ganio. – spiega Carlo Pesta\, direttore artistico del Balletto di Milano – È di nuovo un privilegio poterlo ricordare attraverso “Aria Tango”\, un lavoro bellissimo e ricco di quella poesia che Micha ben riusciva a rappresentare. Sono certo che il pubblico lo amerà quanto tutti noi”. \nRipreso dall’ amatissima moglie\, la danzatrice Miki Matsuse\, coprodotto dal Balletto di Milano e dal Festival La Versiliana\, Aria Tango è realizzato su brani del Premio Oscar Luis Bacalov. Fortemente autobiografico\, il Poema coreografico\, come amava ripetere Micha van Hoecke\, affonda le radici nella cultura tanghera e tzigana tanto cara al coreografo che\, senza alcun intento didascalico e in un’atmosfera atemporale e surreale\, racconta stati d’animo\, timori\, paure\, passioni. “Aria Tango” era il balletto che Micha aveva creato per la sua sorella gemella\, scomparsa nel 2010”\, spiega Miki Matsuse. “Dopo uno spettacolo\, una persona si trova a camminare su un palcoscenico vuoto e incontra tutti gli spiriti che si animano durante la notte. Tra questi\, vede sua sorella infelice\, il cui spirito è ancora legato a questa terra. Con l’aiuto degli altri spiriti\, riesce a liberare la sua anima. Ora dedicherò questo spettacolo a loro due\, Micha e Marina\, che continuano a proteggermi\, guardandomi dalle stelle”. \nNella seconda parte della serata si passa dalle emozioni del Tango a quelle del Bolero\, nell’esclusiva versione del Balletto di Milano di Adriana Mortelliti sulla celeberrima partitura di Maurice Ravel che celebra la seduzione. Nel crescendo musicale e coreografico\, corpi sinuosi intrecciano una danza che culmina nel sorprendente finale. \nProtagonisti i talentuosi danzatori del Balletto di Milano Alessandro Orlando\, principal e maître della Compagnia e Sofia Gironi\, Amanda Hall\, Annarita Maestri\, Sinthya Pezzoli\, Alessia Sasso\, Anthea Van der Ham\, Giusy Villarà\, Kevin Alsina\, Anatole Blaineau\, Gianmarco Damiani\, Jack Farren\, Mattia Imperatore e Leo Rech. \nIn occasione della prima alla Versiliana\, alle 18.30 per “Gli incontri al caffè” sarà presentato il libro “Micha” di Carmela Piccione\, giornalista\, studiosa e critico di danza. L’autrice sarà affiancata nella presentazione da Angela Fumarola\, direttrice artistica della Fondazione Armunia di Castiglioncello. \n 
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SUMMARY:SHAMZY - a casa mia!
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nvenerdì 26 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \nSHAMZY\na casa mia!\nAndrea di Raimo–in arte SHAMZY–sbarca  a Teatro con le sue esilaranti gag.\nToscano Doc\, poco più che ventenne\, Shamzy è riuscito a scalare in breve tempo le classifiche dei più famosi Tik Toker Italiani\, con ben oltre 1 milione di Followers. \n“Mi è sempre piaciuto riuscire a strappare un sorriso a qualcuno\, credo sia la cosa più gratificante che esista. Il mio percorso sui social è iniziato per condividere la creatività e trasmettere positività. Ho sempre scherzato su fatti di vita quotidiana\, interpretando personaggi come Gina\, Tiziana\, Franco ed Enrico\, per far evadere la mente delle persone dalla “pesantezza” della routine di tutti i giorni. La vita è buffa\, solo che non lo notiamo abbastanza o non ne ridiamo abbastanza. Il creare contenuti sui social mi ha gratificato incredibilmente\, ma purtroppo c’è un limite: la distanza. Le persone che amano i miei video sono più o meno lontane\, e sicuramente dietro uno schermo. Le uniche occasioni che ho di “incontrare” il loro affetto è quando mi fermano per strada\, per farmi una foto o scambiare due semplici chiacchiere. Per questo motivo non vedo l’ora di iniziare la mia nuova avventura Teatrale: per avere lì\, davanti ai miei occhi\, i fan e il mio pubblico\, mentre faccio ciò che più mi entusiasma.Con il Teatro\, chi ama i tuoi contenuti non è più un semplice “mi piace” sullo schermo\, ma una persona in carne e ossa che viene materialmente ad assistere alla tua esibizione\, dedicandoti il suo tempo. E per me\, non c’è cosa più bella. Non vedo l’ora di accogliervi… a casa mia!”E allora\, cosa aspettate? Tutti a Casa di Shamzy il 26 luglio alla Versiliana.  Finalmente avrete la possibilità di conoscerlo di persona\, assistendo alla sua esibizione dal vivo.
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SUMMARY:CHIARA FRANCINI | Forte e Chiara
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ngiovedì 25 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nChiara Francini \nFORTE e CHIARA\nDi e con Chiara Francini\nMusiche originali eseguite dal vivo da Francesco Leineri\nCollaborazione artistica Michele Panella\nRegia di Alessandro Federico \nUna produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro\nIn collaborazione con Argot Produzioni\nCon il contributo della Regione Toscana \n  \nForte e Chiara è un memoir\, un racconto umano vivo e rivoluzionario. Un one woman show in cui Chiara Francini ripercorre la sua vita\, unica eppure così simile a quella di tanti altri.\nCon il sarcasmo e l’ironia tagliente che la contraddistinguono\, Chiara si racconta attraverso la musica\, vicende personali e pubbliche\, dicendo sempre la verità\, senza far sconti a nessuno\, in primis a sé stessa. \nScrittrice avvezza a formidabili capriole\, Chiara Francini si abbandona\, questa volta\, ad una trascinante confessione autobiografica \, non professionale ma umana. \nIl suo è lo spettacolo di formazione di una ragazza di provincia che\, imbevuta di sogni\, si lancia nella vita per metterli in atto senza risparmiarsi\, bruciandosi talvolta la pelle\, con fatica e caparbietà. Ed è anche\, nella seconda parte\, una riflessione illuminante e profonda\, talvolta grave\, sulla tirannide del denaro e del potere che governa i comportamenti umani e\, in chiusura\, sulla condizione di ogni donna: quella di essere sempre dilaniata fra realizzazione personale e desiderio di maternità. Ovvero ad essere destinata ad una felicità\, per definizione\, mutilata. \n“Perché la parte più complessa per una donna è nascere tale. Bello e terrificante” \n  \n  \n  \n  \nNOTE DI REGIA\nIl titolo dello spettacolo rappresenta\, per me\, ciò che Chiara è e che vuole continuare ad essere.\nDi questo parla “FORTE E CHIARA” (tratto dal libro omonimo).\nHo cercato di trasporre in maniera puntuale questa sua peculiarità\, questo coraggio\, questa forza fatta di verità\, di trasparenza tipichedi una donna che fieramente lotta per quello in cui crede.\nStand up\, teatro di narrazione\, satira\, avanspettacolo\, c’è tutto e molto di più in questo viaggio coinvolgente e straripante.\nE in ginocchio sotto uno scintillante albero di natale\, con un filo di voce\, Chiara confiderà al pubblico il perché di questo incredibile Show\, svelandone una profondità nascosta.\nLe musiche del maestro  Leineri completano il racconto sonoro come una magia. O un incantesimo. \n  \n \n 
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SUMMARY:UNA NOCHE CON SERGIO BERNAL
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana \nmercoledì 24 luglio\, ore 21.30 \nTeatro La Versiliana \n  \nSergio Bernal\nUna noche con Sergio Bernal\n  \nUno spettacolo affascinante ispirato alla cultura iberica e allo spirito gitano tra vertiginosi assoli e raffinati pas de deux e pas de trois con la direzione artistica di Ricardo Cue. Tra coreografie originali\, come “The Last Encounter” di Ricardo Cue\, sulle note di “Hable con ella” di Alberto Iglesias e l’assolo “The Swan” sempre di Ricardo Cue con musica di Camille Saint-Saëns\, interpretato da Sergio Bernal – un’inedita versione del “Bolero” di Maurice Ravel e il celebre “Zapateado” creato da Antonio Ruiz Soler sulla musica di Pablo de Sarasate per un visionario racconto per quadri in cui si fondono la tradizione spagnola\, l’eleganza della danza classica e il fuoco e la passione del flamenco\, espressione e simbolo della cultura gitana. \n  \nSergio Bernal è considerato il Re del flamenco\, già primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna\, vera star internazionale del balletto classico e del classico spagnolo che è presente nei più importanti gala di danza di tutto il mondo\, da New York a Londra\, da Mosca a Dubai\, da Madrid a Roma. In questi ultimi mesi ospite nei maggiori programmi tv in Italia per promuovere il tour della sua compagnia dello scorso aprile (tra i quali: Domenica In con Mara Venier Rai 1\, I Soliti Ignoti con Amadeus Rai 1\, Amici di Maria de Filippi Canale 5\, Viva Rai 2 con Fiorello\,  Tutti i sogni ancora in volo con Massimo Ranieri in prima serata su Rai 1 ecc…). \n  \nQuando appare nella penombra la sua silhouette\, esile e possente al contempo\, un frisson attraversa la platea. E al primo suo balzo felino il pubblico\, già completamente ipnotizzato\, sa senza il minimo dubbio che quel danzatore\, flessuoso come un gatto e scattante come una pantera\, è proprio lui\, il protagonista assoluto della danza spagnola oggi.  Bernal porta in scena il calore rovente del sole spagnolo\, ma anche il suo fulgore\, grazie alla duplice cifra della sua danza che sposa la forza della danza tradizionale spagnola con la luminosità del balletto classico. Lui è\, come lo descrive il coreografo Ricardo Cue che firma alcune delle sue coreografie di maggior impatto\, “la forza e la bellezza”. Di Bernal si può dire che incarna al contempo il vigore primordiale della danza iberica\, alla ricerca del contatto con la terra\, sposato con la raffinatezza estetica del danza classica\, sempre in procinto di spiccare il volo poiché protesa verso l’aria. Tanto intenso il suo carisma che Sergio Bernal che ha persino ispirato un profumo a una celebre creatrice di fragranze. \n  \nOsannato recentemente a Madrid al termine del suo spettacolo dal famoso regista Pedro Almodòvar. Roberto Capucci\, il maestro dell’alta moda ha voluto creare per lui un costume\, ispirato ai toreador di Spagna. Tanto intenso il suo carisma che Sergio Bernal ha persino ispirato il profumo “Sergio” della creatrice di fragranze\, Laura Bosetti Tonatto.  \n  \nCHI E’ SERGIO BERNAL? \nNato a Madrid nel 1990\, Sergio Bernal viene ammesso nel 2002 al Real Conservatorio de Madrid “Mariemma”. Danza sin da giovanissimo con diverse compagnie e nel 2008 entra a far parte\, con il ruolo di primo ballerino\, della Compañía de Rafael Aguilar. Da allora collabora con grandi artisti internazionali\, come Aída Gomez\, Antonio Najarro\, Carlos Saura\, oltre che con il Nuevo Ballet Espanol\, e danza nello spettacolo “Mudanzas Boleras”\, girando tutto il mondo. Il suo repertorio include lavori di celebri coreografi spagnoli\, come Il cappello a tre punte – Farruca e Puerta de Tierra di Antonio Ruiz Soler\, Bolero 1830 di Mariemma\, il ruolo di Don José in Carmen e il Bolero di Rafael Aguilar\, Niña de Fuego di Angel Rodriguez\, Bolero di Paco Pozo\, El último encuentro e Concierto Andaluz di Ricardo Cue\, entrambi con la danzatrice Lola Greco. Ha vinto la Maratón de Danza de Madrid. Nel settembre 2012 entra a far parte del Ballet Nacional de España\, dove nel 2016 viene nominato primo ballerino. Nel 2019 fonda con Ricardo Cue la Sergio Bernal Dance Company in procinto di iniziare un tour internazionale nella prossima stagione. È regolarmente ospite di gala internazionali di danza “Les Étoiles” di Daniele Cipriani\, diventando vero beniamino del pubblico. \n  \nPROGRAMMA \nORGIA \nMusica Joaquin Turina \nCoreografia Sergio Bernal \ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez \n  \nFARRUCA DEL MOLINERO  \nmusica Manuel De Falla \ncoreografia Antonio Ruiz Solerdanza\, Sergio Bernal \n  \nVIVA NAVARRA \nmusica Albeniz \ncoreografía Cristina Cazorla \ndanza Cristina Cazorla \n  \nOBERTURA \nmusica Coetus \ncoreografia Sergio Bernal \ndanza Sergio Bernal \n  \nRACHEO \nmusica Raul Dominguez \ncoreografia Sergio Bernal–JoséManuel Benítez \ndanzano Sergio Bernal\, JoséManuel Benítez \n  \nSIEMPRE LORCA \nmusica Daniel Jurado \nchitarra Daniel Jurado \nvoci Paz de Manuel \npercussioni Javier Valdunciel \n  \nEL ULTIMO ENCUENTRO \nmusica Alberto Iglesias \ncoreografia Ricardo Cue \ndanzano Cristina Cazorla\, Sergio Bernal \n  \nZAPATEADO SARASATE \nmusica Pablo Sarasate \ncoreografia Antonio Ruiz Soler \ndanza JoséManuel Benítez \n  \nSOLEA X BULERIAS \nmusica Daniel Jurado \nchitarra Daniel Jurado \nvocii Paz de Manuel \npercussioni Javier Valdunciel \ncoreografia José Manuel Álvarez \ndanza Sergio Bernal \n  \nEL CISNE \nmusica Camile Saint-Saens \ncoreografia Ricardo Cuedanza\, Sergio Bernal \n  \nBOLERO \nmusica Maurice Ravel \ncoreografia Sergio Bernal \ndanzano Sergio Bernal\, Cristina Cazorla\, José Manuel Benítez \n  \nhttps://versilianafestival.it/wp-content/uploads/2023/06/Sergio-Bernal-Presentazione.mp4
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SUMMARY:Balletto di Roma - IL LAGO DEI CIGNI ovvero il canto
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nlunedì 22 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \nBALLETTO DI ROMA\nDirezione Artistica Francesca Magnini \nIl Lago dei Cigni\, ovvero il Canto\nnuovo allestimento 2023\nliberamente ispirato a Il Lago dei Cigni e all’atto unico di Anton Čechov Il Canto del Cigno\n \ncon la partecipazione di\nRoberta De Simone nel ruolo del Cigno Bianco\nCoreografia e regia Fabrizio Monteverde \nMusiche P.I. Čajkovskij\nCostumi Santi Rinciari\nLight designer Emanuele De Maria\nCostumi realizzati da Opificio della Moda e del Costume\nRealizzazione maschere Crea FX effetti speciali \nDurata : 80 minuti\n(atto unico) \n  \nIL CAST \nRoberta De Simone_Cigno Bianco\nAinhoa Segrera_Cigno Nero\nAlessio Di Traglia_Principe Sigfried\nPaolo Barbonaglia_Rothbart \nNicola Barbarossa\, Dominique Diaz Guarin\, Alice Fenu\, Marcello Giovani\, Lorenzo Lippera\,\nFrancesco Moro\, Aurora Paoloni\, Mirko Spampinato\, Giulia Strambini\, Angela Tiburzi \n  \n  \n \nTra le suggestioni di una favola d’amore crudele e i simboli di un’arte che sovrasta la vita\, Fabrizio Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij\, garantendo quell’originalità coreografica e registica unica che da sempre ne caratterizza le creazioni e il successo. \nCapolavoro del balletto\, sintesi perfetta di composizione coreografica accademica e notturno romantico\, di chiarezza formale e conturbanti simbologie psicoanalitiche\, Il Lago dei Cigni è una favola senza lieto fine in cui i due amanti protagonisti\, Siegfried e Odette\, pagano con la vita la passione che li lega. \nUna di quelle “favole d’amore in cui si crede nella giovinezza” avrebbe detto Anton Čechov\, scrivendo nell’atto unico Il canto del cigno (1887) di un attore ormai vecchio e malato che ripercorre in modo struggente i mille ruoli di una lunga carriera. \nCon dichiarata derivazione intellettuale dallo scrittore russo\, il Lago di Monteverde trova ne Il Canto il proprio naturale compimento drammaturgico e in un percorso struggente di illusioni e memoria porta in scena un gruppo di “anziani” ballerini che\, tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di un finale felice\, ripercorrono gli atti di un ulteriore\, “inevitabile” Lago. \nPersi tra i ruoli di una lunga carriera\, i danzatori stanchi di un’immaginaria compagnia decaduta si aggrapperanno ad un ultimo Lago\, tra il ricordo sofferto di un’arte che travolge la vita e il tentativo estremo di rimandarne il finale. \nIndividualità imprigionate in una coazione a ripetere\, sabotatori della propria salvifica presa di coscienza oltre i ruoli di una vita svanita\, gli interpreti ripercorreranno la trama di un Lago senza fine\, reiterandovi gesti e legami nella speranza straziante di sopravvivere al finale di una replica interminabile. \nCondannata ad una perenne metamorfosi\, donna a metà tra il bene e il male\, Odette/Odile sarà cigno e principessa\, buona e crudele\, amante fedele e rivale beffarda. Metafora di un’arte che non conosce traguardo\, cercherà se stessa in un viaggio tormentato d’amore\, tradimento\, prigionia e liberazione. \nIn un teatro in cui tutto ha inizio e nulla ha mai fine\, andrà incontro agli stracci consumati di una vita d’artista con lo spirito bianco di una Venere per sempre giovane. \n  \n  \nBALLETTO DI ROMA  \nLa Compagnia del Balletto di Roma promuove da sempre la produzione e la diffusione della danza d’autore italiana in Europa e nel mondo\, con un repertorio attento oggi all’innovazione e alla ricerca\, fondata sulla storia e la tradizione che lo hanno reso famoso. \nIl Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della danza italiana: Franca Bartolomei e Walter Zappolini. Nel corso dei suoi 64 anni di vita\, ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative\, che hanno contribuito a far crescere l’attività produttiva sia in termini di quantità che di qualità delle opere allestite\, con un crescente consenso di pubblico. Con il passare del tempo la Compagnia romana ha costruito un modello produttivo unico nel suo genere in Italia\, volto alla preservazione del repertorio e al rinnovamento dello stesso\, attraverso il sostegno della creatività coreografica e il mantenimento del livello tecnico e interpretativo dei danzatori. \nOltre alla produzione artistica\, ramo caratterizzante dell’azienda\, Balletto di Roma promuove anche la formazione a 360 gradi: questi i due pilastri portanti della struttura. Un impegno parallelo che converge in un unico brand di eccellenza nel panorama culturale italiano e internazionale e che si pone come unico obiettivo\, in questo momento storico\, la crescita delle nuove generazioni di danzatori e il loro riconoscimento formativo a livello nazionale ed europeo. Un progetto sostenibile grazie al contributo di Enti pubblici (Stato/MIC\, Regione Lazio\, Comune di Roma\, Comunità Europea\, Istituti Italiani di cultura all’estero) insieme al gradimento del numeroso pubblico al botteghino che accorre ogni anno ad applaudire i numerosi spettacoli programmati. \nL’attuale profilo artistico della struttura è frutto dell’attività manageriale di Luciano Carratoni\, direttore generale del Balletto di Roma\, che fin dai primi anni duemila ha affidato gli orizzonti artistici a personalità della danza italiana e internazionale: da Franca Bartolomei e Walter Zappolini\, a Cristina Bozzolini e Roberto Casarotto fino al 2017\, per poi portare dal 2018 un significativo cambio generazionale al vertice della struttura nominando alla direzione artistica Francesca Magnini. La nuova figura artistica ha rafforzato gli schemi e ampliato gli obiettivi d’internazionalizzazione coinvolgendo enti e istituzioni\, attive in questo importante processo di crescita che ha permesso di coniugare al meglio la tradizione con l’innovazione e di sviluppare la presenza della Compagnia in Europa e nel mondo. \n  \n  \nFABRIZIO MONTEVERDE \nFabrizio Monteverde inizia la propria attività artistica nel 1976 come attore e aiuto regista di Muzzi Loffredo nello spettacolo “Un giorno Lucifero” presentato al Festival di Spoleto e al Piccolo Teatro di Milano. Parallelamente al lavoro in teatro inizia a studiare danza presso il Centro Professionale Danza Contemporanea di Roma\, perfezionandosi in seguito con maestri come Carolyn Carlson\, Moses Pendleton\, Alan Sener\, Bruno Dizien\, Roberta Garrison\, Peter Goss e Daniel Lewis. Lavora con G. Cobelli nell’”Orfeo” di Sartorio\, con P. Pieralli in “Giulia round Giulia” su musiche di S. Bussotti per il Festival di Avignone\, con A. Rostagno in “Corpus Alienum” di B. Maderna al Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1982 danza nella Compagnia Teatrodanza Contemporanea di Roma diretta da Elsa Piperno e Joseph Fontano. Nel 1984 si trasferisce a Parigi dove perfeziona gli studi di danza contemporanea. Tornato a Roma nel 1985\, allestisce su commissione del Teatro Spazio Zero di Roma lo spettacolo “Bagni Acerbi” che lo colloca subito tra i nuovi nomi della coreografia italiana. Da questa esperienza nasce la Compagnia Baltica di cui è direttore fino al 1992. Nel 1988 inizia la collaborazione con il Balletto di Toscana diretto da C. Bozzolini; per la compagnia crea il brano “Era Eterna” su musiche di F. Schubert e riallestisce la sua prima creazione “Bene Mobile”. Inizia così un rapporto di solidarietà artistica ed intensa attività produttiva che durerà\, ininterrotto\, fino alla cessazione dell’attività del BdT nel 2000. Tra le creazioni di questi anni “Giulietta e Romeo” (1989)\, “Pinocchio” (1991)\, “Dedica” (1994)\, “Otello” (1994)\, “La Tempesta” (1996)\, “Barbablù” (1999). Nel 1991 è coreografo de “La Luna Incantata”\, film per la RAI TV con regia di Vittorio Nevano e protagonista l’étoile Alessandra Ferri. L’opera ottiene la Palma d’Oro al Festival Audiovisivi di Cannes. Nel 1989 debutta nella regia teatrale con “Tre Sorelle” di A. Cechov e si ripete nel 1997 con “Otello” di G. Verdi per il Teatro Pergolesi di Jesi. Nel 1996 ottiene il premio “Gino Tani” e il premio “Danza&Danza” quale migliore coreografo italiano. Densa\, negli anni\, l’attività con le più importanti compagnie di danza come MaggioDanza\, Compagnia del Teatro San Carlo di Napoli\, Arena di Verona\, Teatro Carlo Felice di Genova\, Teatro Regio di Torino\, Teatro dell’Opera di Roma\, Scala di Milano. Per il Balletto di Roma ha realizzato i balletti a serata intera “Giulietta e Romeo”\, “Cenerentola”\, “Otello”\, “Bolero”\, “Il Lago dei Cigni\, ovvero il Canto” e “Io\, Don Chisciotte”. Dal 2015 è coreografo associato della compagnia del Balletto di Roma. \n  \n  \nROBERTA DE SIMONE  \nRoberta inizia gli studi di tecnica classica a Roma presso la Scuola di Danza di Renato Greco\, con la maestra Lia Calizza. Nel 2005 entra a far parte della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione di Paola Jorio dove\, nel 2009\, consegue il diploma di danzatrice classico- accademica. Durante gli anni di studio partecipa ad alcune produzioni della compagnia del Teatro dell’Opera di Roma\, come “Giselle” e “La Bella Addormentata”. Nell’ottobre del 2009 entra a far parte stabilmente dell’organico del Balletto di Roma\, per il quale interpreta ruoli solistici e principali in tutte le produzioni originali e di repertorio\, nelle tournée italiane e internazionali: “Giulietta e Romeo”\, “Bolero” e “Cenerentola” di Fabrizio Monteverde\, “The Arena Love” di Michele Pogliani\, “Contemporary Tango” e “Futura” di Milena Zullo\, “We/Part” e “Fem” di Paolo Mangiola. Nel 2015\, il coreografo Fabrizio Monteverde le affida il ruolo della protagonista Odette ne “Il lago dei cigni\, ovvero Il Canto”\, per il quale viene segnalata dalla critica nazionale. Nel 2016 interpreta Desdemona in “Otello” dello stesso Monteverde e partecipa negli anni successivi a tutte le nuove produzioni della compagnia\, tra le quali “Giselle” di Itamar Serussi e Chris Haring\, “Turning” di Alessandro Sciarroni\, “Arcaico” di Davide Bombana; è tra i protagonisti\, nel 2020\, di “Io\, Don Chisciotte”\, coreografia e regia di Fabrizio Monteverde\, e partecipa alla prima versione in streaming di “Première”\, coreografia di Andrea Costanzo Martini. Nel 2023 è nuovamente protagonista\, nel ruolo del cigno bianco\, de “Il Lago dei Cigni\, ovvero il Canto” di F. Monteverde. Dal 2017 conduce masterclass e focus sul repertorio del Balletto di Roma per il progetto “Formazione on Tour”. Attualmente\, oltre a portare avanti l’attività di interprete\, affianca diversi autori della compagnia in qualità di assistente alle coreografie e maître de ballet. Inoltre\, dal 2020 è assistente del maestro Derevianko e docente per i corsi professionali della Scuola di danza e del CAP Corso di Avviamento Professionale del Balletto di Roma.
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SUMMARY:MAX ANGIONI  - Anche meno
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nsabato 20 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nMax Angioni \nAnche meno\nMax Angioni\, non a caso detto “quello dei miracoli”\, torna a teatro dopo lo strabiliante successo del suo ultimo tour\, che ne ha determinato l’ascesa irreversibile all’Olimpo dei più sorprendenti artisti dell’ ultimo secolo. \nQuesta volta non si limita a portare in scena un semplice show\, ma una vera e propria opera d’arte\, destinata a diventare il nuovo manifesto della cultura occidentale\, e che lo consacra definitivamente come icona contemporanea. \nTroppo? \nAvete ragione\, verrebbe da dire: “ANCHE MENO”. \nÈ questo il titolo del nuovo spettacolo teatrale di questo giovane comico\, brillante e spettinato\, che anche questa volta non risparmia la proverbiale autoironia\, e torna a divertirsi e a divertire il pubblico italiano\, con una nuova tournée di oltre 50 date. \nEppure Max si considera davvero un miracolato\, e stenta a credere a questo inatteso successo. \nEd è proprio questo che ritroviamo in “Anche Meno”\, un poco più che trentenne\, figlio unico\, che ha costruito un mondo immaginifico attraverso cui filtra i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali\, e reinterpreta in modo surreale tutto quello che gli passa per la testa: dai ricordi delle prime volte\, all’incredulità per le grandi conquiste\, alle domande più curiose e originali sulla storia e il senso della vita… ma anche meno! \nMax Angioni mantiene il suo sguardo semplice\, che sembra essere esilarante suo malgrado: come ogni artista continua a sentirsi precario\, e si districa ogni giorno – come tanti – tra il trasloco\, il rubinetto che perde\, le sedute di psicoterapia e l’incertezza del futuro. Per farlo con il suo modo\, deliziosamente incerto\, sferzando con battute brillanti\, con il ritmo serrato della Stand Up Comedy\, e con il talento da improvvisatore. \nEccolo Max\, che usa la comicità come un rito apotropaico\, che prende in giro la sua stessa sfiga\, che sovverte il punto di vista canonico delle cose con le logiche eccentriche e irresistibili della fantasia.
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SUMMARY:GIOVANNI SCIFONI - FRA'. San Francesco\, la superstar del medioevo
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nmercoledì 17 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana \nFRA’\n\nSan Francesco\, la superstar del medioevo\ndi e con\nGiovanni Scifoni \nMusiche originali\nLuciano Di Giandomenico \nStrumenti antichi\nLuciano Di Giandomenico\, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli \nRegia\nFrancesco Ferdinando Brandi \nUna coproduzione Teatro Carcano – Mismaonda – Viola Produzioni\n \n  \nL’evento fa parte di “A TEATRO CON FRO”\, iniziativa nazionale di raccolta fondi: parte del ricavato della serata sarà donato alla Fondazione Radioterapia Oncologica Onlus. https://fro.care  \n  \nCome si fa a parlare di San Francesco D’Assisi senza essere mostruosamente banali? Come farò a mettere in scena questo spettacolo senza che sembri una canzone di Jovanotti? \nSe chiedo a un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco. Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui? Non era l’unico a praticare il pauperismo. In quell’epoca era pieno di santi e movimenti eretici che avevano fatto la stessa scelta estrema\, che aveva di speciale questo coatto di periferia piccolo borghese mezzo frikkettone che lascia tutto per diventare straccione? \nAveva di speciale che era un artista. Forse il più grande della storia. Le sue prediche erano capolavori folli e visionari. Erano performance di teatro contemporaneo. Giocava con gli elementi della natura\, improvvisava in francese\, citando a memoria brani dalle chanson de geste\, stravolgendone il senso\, utilizzava il corpo\, il nudo\, perfino la propria malattia\, il dolore fisico e il mutismo. \nIl 24 dicembre celebreremo gli 800 anni del presepe di Greccio\, la più geniale (e più copiata) invenzione di Francesco. Ma all’epoca non c’era la siae. \nIl monologo\, orchestrato con le laudi medievali e gli strumenti antichi di Luciano di Giandomenico\, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli\, si interroga sull’enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco\, e percorre la vita del poverello di Assisi e il suo sforzo ossessivo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma\, fino al logoramento fisico che lo porterà alla morte\, dalla predica ai porci fino alla composizione del cantico delle creature\, il primo componimento lirico in volgare italiano della storia\, Francesco canta la bellezza di frate sole dal buio della sua cella\, cieco e devastato dalla malattia. Nessuno nella storia ha raccontato Dio con tanta geniale creatività. Francesco sapeva incantare il pubblico\, folle sterminate\, sapeva far ridere\, piangere\, sapeva cantare\, ballare. Il vero problema con cui mi sono dovuto scontrare preparando questo spettacolo è che Francesco era un attore molto più bravo di me. \nE poi il gran finale\, la morte\, il rapporto di fratellanza\, quasi di amore carnale che aveva Francesco con Sora nostra morte corporale\, da la quale nullu homo vivente pò scappare. E neanche il pubblico potrà scappare da questo finale\, incatenati sulle poltrone del teatro saranno costretti anche loro ad affrontare il vero\, l’ultimo\, grande tabù della nostra contemporaneità: non siamo immortali. \n  \nNote di regia \nLavorare con Giovanni è entusiasmante perché è un attore vulcanico che sa fare tutto bene\, recitare\, ballare\, cantare\, suonare e persino disegnare.\nAbbiamo lavorato durante le prove in modo quasi laboratoriale. Una volta condivisa la direzione del racconto\, ognuno proponeva digressioni\, suggestioni\, invenzioni nuove. Nessuno imponeva mai nulla\, niente era mai definitivo\, ma tutto in divenire. E’ il modo più bello per costruire uno spettacolo\, le idee nascono da un’intuizione ancora sfocata\, poi rielaborata\, metabolizzata e rielaborata ancora fino a che non prende la sua forma\ndefinitiva. Lo stesso è stato con i musicisti. Loro proponevano un arrangiamento\, noi cercavamo di raccontare l’effetto che cercavamo\, e loro lo riadattavano\, spesso restituendo un effetto ancor più efficace. Il teatro è un’arte che si fa insieme\, dove ognuno apporta la sua competenza\, sensibilità\, esperienza e quando uno spettacolo si costruisce così è la migliore garanzia di ottenere un buon risultato.\nSpero che siamo riusciti a raccontare un Francesco bellissimo\, meno ieratico e iconico delle grandiose rappresentazioni cinematografiche\, ma più umano\, fragile\, perfino confuso e incapace di portare avanti l’immane compito che si è dato. Sublime e grezzo\, immenso e miserrimo\, della stessa pasta dei grandi personaggi letterari e teatrali e come loro capace di aprirci grandi interrogativi sulle nostre vite in ogni tempo.\nUna narrazione perfetta per Giovanni che ha da sempre la grande abilità di\nriuscire a trattare temi elevati con semplicità e divertimento\, unendo l’alto e il\nbasso in una seducente affabulazione.\nAnche le composizioni musicali\, del bravissimo Luciano Di Domenico\, sono state create con la stessa immaginazione. Reinventando temi medievali fino ad arrivare\, attraverso variazioni e modulazioni\, alla musica techno.\nIl risultato di così tanto lavoro è uno spettacolo\, credo\, unico nel suo genere\, pieno di invenzioni narrative\, musicali e sceniche per onorare il nostro formidabile santo che si chiamava Giovanni come Scifoni e Francesco come me. Non potevamo che farlo insieme. \nFrancesco Ferdinando Brandi
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SUMMARY:Paolo Briguglia | UN AMORE
DESCRIPTION:45 ° Festival La Versiliana \nlunedì 15 luglio\, ore 21:30 \nSpazio Incontri al Caffè  “Romano Battaglia”\, Marina di Pietrasanta \nPaolo Briguglia\nUN AMORE\n“Un amore”\, nel riadattamento del testo reso in forma di monologo\, ha l’intento di celebrare l’omonimo romanzo\, ingiustamente considerato opera minore di Dino Buzzati. A portare sul palcoscenico l’unico scritto “erotico” dell’autore\, è l’attore Paolo Briguglia\, noto per le sue numerose interpretazioni di successo sul piccolo e grande schermo\, oltre che a teatro. Diretto da Alessandra Pizzi\, Paolo darà corpo e voce al protagonista della storia\, Antonio Dorigo\, un uomo egoista\, superficiale\, disinteressato ad affetti sinceri e fruitore di prestazioni sessuali occasionali con ragazze molto giovani\, anche minorenni. Quando Laide\, una giovane ballerina di fila della Scala farà ingresso nella sua vita\, Dorigo farà esperienza di un amore vero\, di esemplare limpidezza\, ma desinato a smarrirsi nella menzogna come in un labirinto. \n  \nBuzzati lascia il lettore viaggiare nella mente del protagonista\, tra i suoi pensieri ossessionanti\, nel fluire come un fiume in piena di monologhi interiori che spezzano il respiro\, arrecando sensazioni di malessere e portando alla luce le inquietudini e i numerosi interrogativi che attanagliano la mente di Dorigo. Allo stesso modo\, anche nella rappresentazione teatrale\, è proprio la serie di domande retoriche ad esplicitare i pensieri del personaggio nella loro contraddizione\, e Paolo Briguglia\, attore eclettico dotato di grande sensibilità e intensità interpretativa\, riesce a rendere nel migliore dei modi i meccanismi mentali che entrano in funzione nella testa di Antonio Dorigo. \nLa dimensione spazio temporale entro cui i protagonisti si muovono è scandita dalla musica: la scelta della colonna sonora di dimensioni pop\, nazional popolare\, che rispetta l’intensa produzione musicale e cantautorale degli anni 60\, tra ”’ma che freddo fa” di Nada e la “innamorati a Milano” di Remigi\, ricrea quel fermento artistico e produttivo proprio di quegli anni\, anni di grande frenesia\, dove la ripresa economica fa da contraltare a una borghesia bigotta che al valore umano\, sostituisce pian piano il valore del denaro e della “posizione sociale”. \nDorigo attende e si fa domande\, sperando\, al contempo\, che le cose vadano per il meglio. La paura che la propria amata non si presenti all’appuntamento; la gelosia che prova nel pensare che lei possa essere con qualcun altro; l’ansia di vederla anche solo per qualche minuto\, solo il tempo di accompagnarla alla stazione. Sono tutti sentimenti che Dorigo prova\, ma che qualsiasi innamorato ha provato. Anzi\, per usare le parole di Montale\, che “tutti gli uomini che non hanno gli occhi e il cuore foderati da una cotenna di lardo hanno almeno virtualmente provato”. \n  \nMa è appropriato il termine “amore”? \nL’amore dipinto da Buzzati è estremamente attuale; in un epoca in cui le notizie di femminicidi ci raggiungono quotidianamente\, Buzzati dipinge perfettamente il ritratto di un rapporto morboso\, un equivoco\, dove l’ossessione viene confusa con l’amore.
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SUMMARY:LE STELLE DI DOMANI | Junior international gala
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\ndomenica 14 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n\n  \nIl Balletto di Venezia\npresenta\nin anteprima assoluta\nLE STELLE DI DOMANI\nJunior International Gala\ncon i migliori diplomati delle più prestigiose scuole europee \nDirezione artistica : Alessio Carbone \n«È la prima volta che porto sul palco un gruppo di ballerini appena diplomati delle più prestigiose scuole di danza d’Europa. Per questo primissimo tour italiano\, ho scelto personalmente i più bravi ragazzi delle Accademie della Scala di Milano\, dell’Opera di Parigi\, del Royal Danish Ballet e dell’Academie Grâce di Montecarlo. Con sana competizione\, si alterneranno in scena con passi a due e assoli del repertorio classico componendo così una serata di pura emozione» \nCAST \nOpera de Paris :\nLuciana Sagioro \nConservatoire National Supérieur de Paris :\nNatalie Vikner\nPier Abadie \nRoyal Danish ballet :\nEmilie Fasai Steensgaard \nKarl Elofsson \nTeatro alla Scala di Milano : \nChiara Ferraioli\nBruno Garibaldi\nAntonino Modica  \nAcademie Grace Monaco :\nPaloma Livellara\nTomás Ruão \nPROGRAMMA: \n”Kermesse in Bruges”\nPasso a due\nMusica: Holger Simon Paulli\nCoreografia: August Bournonville\nInterpreti: Emilie Fasai Steensgaard\, Marcus Crebas Steenberg \n“Le Talisman”\nAtto II: Variazione\nMusica: Riccardo Drigo\nCoreografia: Marius Petipa\nInterprete: Tomas Ruão \n“Il lago dei cigni”\nAtto II: Passo a due\nMusica: Pëtr Ili Cajkovskij\nCoreografia: Marius Petipa\nInterpreti: Natalie Vikner\, Pier Abadie \n“You turn me on”\nMusica: Joni Mitchell\nCoreografia: Christopher Weeldon\nInterprete: Paloma Livellara \n“Aria Suspended”\nMusica: Johann Sebastian Bach\nCoreografia: Mauro de Candia\nInterpreti: Chiara Gerraioli\, Bruno Garibaldi \n“Whispered absence”\nMusica : Caroline Shaw\nCoreografia : Tomás Ruão\nInterprete : Tomás Ruão \n“Don Quichotte”\nAtto III: Passo a due\nMusica: Leon Minkus\nCoreografia: Marius Petipa\nInterpreti: Antonino Modica\, Natalie Henry \n“Mort du cygne”\nMusica : Camille Saint Saens\nCoreografia : Michel Fokine\nInterprete : Natalie Vikner \n“Largo”\nInstallazione coreografica\nMatteo Stella Dance Arts\nMatteo Levaggi | Samantha Stella\nMusica: Johan Sebastian Bach\nCreazione 2022 per la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.\nDirettore Frédéric Olivieri\nInterprete : Bruno Garibaldi \n“Improvvisazione”\nMusica : Hermanos Gutiérrez\nCoreografia : Marcus Crebas Steenberg\nInterprete : Marcus Crebas Steenberg \n‘’Schiaccianoci’’\nMusica : Piotr Ilitch Tchaïkovski\nCoreografia : Marius Petipa\nInterpreti : Chiara Ferraioli \, Antonino Modica \n“Suite en Blanc”\nLa Cigarette\nMusica: Édouard Lalo\nCoreografia: Serge Lifar\nInterprete: Natalie Henry \n“La Bayadère”\nAtto II: variazione dell’idolo d’oro\nMusica: Léon Minkus\nCoreografia: Marius Petipa\nInterprete: Pier Abadie \n“Cipollino”\nMusica : Karen Khachaturian\nCoreografia: Genrik Maiorov\nInterprete: Antonino Modica \n“Il Corsaro ”\nAtto II: passo a due\nMusica: Riccardo Drigo\nCoreografia: Marius Petipa\nInterpreti: Paloma Livellara\, Tomás Ruão \nBallerini : \nNatalie Henry (Opéra National de Paris) \nNatalie Vikner e Pier Abadie (Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris) \nEmilie Fasai Steensgaard e Marcus Crebas Steenberg (Royal Danish Academy\, Copenhagen) \nChiara Ferraioli\, Bruno Garibaldi\, Antonino Modica (Accademia Teatro alla Scala di Milano) \nPaloma Livellara\, Tomás Ruão (Académie Princesse Grace\, Monaco) \nDirettore artistico :\nAlessio Carbone \nMaestra del ballo :\nPeggy Dursort \nAssistente alla direzione :\nCarlotta Bolognese \nRiprese e comunicazione :\nOndine Diakhate \nPh: Luca Vantusso e Ula Blocksage
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SUMMARY:Banda musicale della Marina Militare | CONCERTO
DESCRIPTION:45° Festival La Versiliana\nsabato 13 luglio\, ore 21.30\nTeatro La Versiliana\, Marina di Pietrasanta \n  \nConcerto inaugurale del 45° Festival La Versiliana \nBanda musicale della Marina Militare \nILLUMINA LA LUNA: note sotto le stelle\nDirettore : Capitano di vascello Maestro Antonio Barbagallo \nINGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti\, senza prenotazione \nPer festeggiare la sua  45° edizione\, il  Festival La Versiliana si inaugurerà con un evento straordinario: l’esibizione della Banda Musicale della Marina Militare\, uno dei più antichi complessi bandistici militari italiani.\nLa Banda\, diretta dal capitano di vascello Maestro Antonio Barbagallo\, è composta attualmente da 102 orchestrali.\nIl titolo scelto per lo spettacolo sarà:”Illumina la luna. Note sotto le stelle” poiché\, riprendendo un verso della poesia di Giosuè Caruducci “In Riva al mare”\, contiene\, contemporaneamente\, un richiamo al tema del mare e un omaggio al grande poeta italiano nato a Valdicastello. \nIl concerto sarà preceduto da una giornata di incontri dedicati alle tematiche del mare\, ed è realizzato in collaborazione con : \n \n  \nLa giornata del 13 luglio alla Versiliana è inserita  nel programma di eventi dell’“European Maritime Day in My Country” della Commissione Europea \n  \nL’ evento è sponsorizzato da: \n \nGli incontri al Caffè del 13.07.2024 – Spazio Caffè ” Romano Battaglia”  : \nore 18.00 Incontro con l’Autrice:\nBEATRICE VENEZI\nPUCCINI CONTRO TUTTI – Arie\, Fughe e Capricci di un genio anticonformista (Ed. UTET\, 2024)\nModera Massimo CUTO’ – giornalista \nore 18.30  Incontro con:\nAmm. Di Squadra ENRICO CREDENDINO – Capo di Stato Maggiore della M.M.\nModera Carmen LASORELLA – giornalista \nore 19.00 Incontro con l’Autore:\nMARCO STEINER\nCORTO MALTESE ED IRENE DI BOSTON – Storia di un appuntamento quasi impossibile (Ed. Cong Edizioni\, 2024)\nModera Massimo CUTO’ – giornalista \nore 19.15   Incontro con l’Autrice:\nCARMEN LASORELLA\nVERA. E – Gli schiavi del terzo millenio (Ed. Marietti 1820\, 2023)\nModera Massimo CUTO’ – giornalista \nore 21.30  TEATRO GRANDE – LA VERSILIANA\nILLUNIMA LA LUNA: note sotto le stelle\nConcerto della BANDA MUSICALE della MARINA MILITARE\ndiretta dal Maestro CV Antonio Barbagallo \nProgramma musicale \nMichele Novaro – Goffredo Mameli\nIl Canto degli Italiani – Inno Nazionale\nAmilcare Ponchielli\nSinfonia in Sib min. Op 153 \nGiacomo Puccini\nCorazzata Sicilia\nGianni Schicchi – O Mio Babbino Caro\nVoce: Rebecca Pieri  \nLe Villi – La Tregenda \nGeorges Bizet\nCarmen – Habanera\nvoce: Rebecca Pieri \nAutori vari/N. Iwai\nGlenn Miller Medley \nVangelis\n1492 Conquest of Paradise\nDirige: C.C. Gian Luca Cantarini\nVicedirettore Banda Musicale MM\nMichael Kamen\nRobin Hood Principe dei Ladri \nPeter Graham\nGaelforce \nAutori vari\nSax\, Wind & Funk \nTommaso Mario\nLa Ritirata \n  \nBANDA MUSICALE DELLA MARINA MILITARE – NOTIZIE STORICHE ED ATTUALI\nLa Banda Musicale della Marina Militare è uno dei più antichi complessi bandistici militari italiani e trae origine dai piccoli complessi strumentali che nelle Marine preunitarie erano normalmente imbarcati sulle navi ammiraglie.\nNel 1861\, con l’unione delle Marine del Regno Sardo-Piemontese e del Regno delle Due Sicilie\, nasceva la Regia Marina Italiana e\, con essa\, il primo Complesso Bandistico. Si trattava di un piccolo organico imbarcato sulla Nave Ammiraglia e costituito da esecutori provenienti\, in prevalenza\, dalle file della Marina Borbonica\, compreso il primo direttore.\nLa costituzione ufficiale del Corpo Musicale della Marina Militare avvenne il 01 gennaio 1879 con l’istituzione del “Ruolo Musicanti della Regia Marina” e con la conseguente creazione di una nuova struttura stabile presso l’Alto Comando della città di La Spezia.\nDal 1965 al 1991 è stata alle dipendenze del Dipartimento Marittimo di Taranto e successivamente trasferita a Roma\, dove attualmente risiede.\nLa struttura organica della Banda Musicale si compone\, attualmente\, di un Maestro Direttore\, un Maestro Vicedirettore\, 102 orchestrali e un archivista\, tutti in servizio permanente effettivo\, provenienti dai più famosi Conservatori di Musica e selezionati tramite concorsi pubblici. E’ coadiuvata\, per gli aspetti logistici ed amministrativi\, da un nucleo di supporto con una propria tabella organica.\nLa qualità del suono\, la varietà del repertorio\, la duttilità degli orchestrali e dei gruppi strumentali\, la compostezza formale di tutto il personale\, l’attaccamento alle proprie tradizioni e l’apertura verso ogni genere musicale\, la sensibilità verso il sociale\, la rendono uno dei complessi bandistici più prestigiosi a livello nazionale ed internazionale.\nIl suo repertorio\, oltre alle tradizionali marce militari\, abbraccia ogni genere di musica: da quello originale per banda al classico\, dal lirico al sinfonico\, dal leggero al jazz\, dal pop al rock.\nLa Banda Musicale della Marina Militare è chiamata a svolgere la sua attività istituzionale sia in Italia sia all’estero\, raccogliendo\, ovunque\, uno straordinario successo di pubblico e di critica.\nTra le recenti tournèe all’estero\, vale la pena annoverare:\n– nel 2019 in Francia\, in occasione del 61° Pellegrinaggio Militare a Lourdes\n– nel 2011 in Svezia\, con le attività legate al Military Tattoo di Vstad;\n– nel 2010 in Spagna\, con i concerti nella città di Madrid\n-nel 2001 e nel 2009 a Mons\, in Belgio\, presso il Comando Supremo della Nato;\n-nel 2003 e nel 2006 a New York\, in occasione dei festeggiamenti del Columbus Day;\nnel 2002 ad Auckland (Nuova Zelanda)\, in occasione della Coppa America di vela Louis\nVuitton Cup”\,\n– nel 2002 in Egitto\, negli importanti centri di El Alamein ed Alessandria; ed ancora Kiel ed Amburgo in Germania\, Vienna e St. Poelten in Austria.\nTra gli importanti palcoscenici nazionali in cui si è esibita spiccano: il Teatro la Scala\, Auditorium ed il Teatro dal Verme in Milano: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Auditorium Parco della Musica\, il Teatro dell’Opera\, lAuditorium della Conciliazione\, le Terme di Caracalla e la Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia in Roma; il Teatro San Carlo in Napoli: il Teatro Regio e l’Auditorium Paganini in Parma; il Teatro Carlo Felice in Genova: il Teatro Verdi in Trieste: il Teatro Petruzzelli in Bari: il Teatro Bellini in Catania; il Teatro La Fenice in Venezia. La Banda Musicale della Marina Militare\, inoltre\, collabora regolarmente con le più importanti istituzioni culturali italiane ed estere ed ha al suo attivo la presenza in diverse trasmissioni radio – televisive; rilevante è anche la produzione di materiale video e discografico.\nPer la sua capacità di rappresentare attraverso la musica l’impegno della Marina nel sociale e negli aiuti umanitari\, nel 2004 è stata insignita del prestigioso “Cavalierato di Pace” dal Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi.\nSignificativa\, sempre nell’ambito degli aiuti umanitari\, è stata l’attiva partecipazione alla realizzazione del CD/DVD dal titolo “The Man with the Mac” per aiutare i bambini di Haiti dopo il tragico terremoto del 2010. La Banda Musicale della Marina Militare in passato è stata guidata dai Maestri Tommaso Mario\, Sebastiano Matacena\, Pietro Carlo Aghemo\, Vittorio Manente\, Egidio Fazio (facente funzioni)\, Luigi Franco\, Massimo Martinelli\, Roberto Granata (facente funzioni).\nAttualmente è comandata dal Capitano di Fregata Anello Grasso ed è diretta dal Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo. \nIL DIRETTORE Maestro Capitano di Vascello Antonio BARBAGALLO \nII Maestro Capitano di Vascello Antonio BARBAGALLO è nato a Catania il 04 settembre 1968. Si è diplomato in “Composizione” presso l’Istituto Musicale Pareggiato “V. Bellini” di Catania\, “Pianoforte” presso l’Istituto Musicale Pareggiato “V. Bellini” di Caltanissetta\, “Strumentazione per Banda” presso il Conservatorio di Musica “G.B. Martini” di Bologna\, “Musica Corale e Direzione di Coro” presso il\nConservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari. Ha conseguito inoltre il Diploma Accademico di I livello in “Direzione\, Composizione e Strumentazione per Banda” presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.\nHa studiato Organo e Composizione organistica e ha frequentato il corso di perfezionamento in\n“Direzione\, Strumentazione e Composizione per Banda”\, istituito dall’Accademia Nazionale di\nS. Cecilia in Roma (1999). Ha seguito inoltre\, vari corsi di perfezionamento in Direzione d’Orchestra\, Direzione di Banda\, Direzone di Coro\, Composizione\, Analisi e Musica da Camera\, tenuti da maestri di livello nazionale ed internazionale\, conseguendo nel 1998\, al corso triennale istituito dall’Accademia Musicale di Pescara\, il diploma di alto perfezionamento in “Direzione di Banda” Nell’anno accademico 1998/99 e all’inizio dell’a.a. 1999/2000\, e stato docente di Strumentazione per Banda presso il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino. Nell’anno accademico 1999/2000 è stato docente di Teoria e Solfeggio presso l’Istituto Musicale “G. Navarra” di Gela (CL).\nAutore e trascrittore di materiale didattico e di composizioni per coro\, gruppi da camera\, banda\, orchestra (pubblicati da case editrici)\, ha collaborato\, nel campo della musicologia bandistica\, con varie riviste specializzate nel settore. Membro di commissione in numerosi concorsi nazionali\, svolge inoltre attività didattica nel campo bandistico\, tenendo corsi e convegni sulla direzione\, storia e analisi del repertorio.\nParallelamente all’attività bandistica\, ha sempre operato nel campo della musica vocale polifonica dirigendo l’Associazione “Orizzonti Musicali” – Schola Cantorum “Maria SS. del Rosario” di Fleri – Zafferana Etnea (Catania) dal 1991 al 2000 con unintensa attività concertistica foltre 100 concerti) e la produzione di materiale discografico. Attualmente dirige anche il Cordolifonico SANTAROSA (Roma).\nHa diretto la Banda Nazionale dei Vigili del Fuoco dal 1996 al 2000; nell’ottobre dello stesso anno\, ha vinto il concorso per Maestro Direttore della Banda Musicale della Marina Militare Italiana\, con la quale svolge un’intensa attività concertistica (circa 500 concerti diretti) sia in Italia (l’Auditorium e il Teatro dal Verme in Milano\, l’Accademia Nazionale di S. Cecilia – Auditorium Parco della Musica\, il Teatro dell’Opera\, Auditorium-Conciliazione in Roma\, Teatro S.Carlo in Napoli\, Teatro Regio ed Auditorium Paganini in Parma\, Teatro Carlo Felice in Genova\, Teatro Verdi in Trieste\, Teatro La Fenice in Venezia\, ecc.) che all’estero (Svezia\, Spagna\, Belgio\, Nuova Zelanda\, Egitto\, Stati Uniti). \n  \n  \nL’ evento è sponsorizzato da:
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LOCATION:Teatro grande – La Versiliana\, Viale Morin n. 16\, Marina di Pietrasanta\, Lucca\, 55045\, Italia
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SUMMARY:NON È VERO MA CI CREDO ( biglietti sold-out)
DESCRIPTION:mercoledì 17 aprile\, ore 21.00\nTEATRO COMUNALE DI PIETRASANTA\nStagione teatrale 23/24 \n  \nBIGLIETTI ESAURITI \nEnzo Decaro in\nNON È VERO MA CI CREDO\ndi Peppino De Filippo\nregia Leo Muscato\ncon (in o.a.) Carlo Di Maio\, Roberto Fiorentino\, Carmen Landolfi\, Massimo Pagano\, Gina Perna\, Giorgio Pinto\, Ciro Ruoppo\, Fabiana Russo\, Ingrid Sansone\nscene Luigi Ferrigno\ncostumi Chicca Ruocco\ndisegno luci Pietro Sperduti \nproduzione I Due della Città del Sole \n\nNON È VERO MA CI CREDO. L’avaro imprenditore Gervasio Savastano vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra\, nella corrispondenza che trova sulla scrivania\, nei sogni che fa di notte. Teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa\, anche la più banale\, lo manda in crisi. Fin quando sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria\, un giovane in cerca di lavoro. Intelligente\, gioviale e preparato\, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. \nEreditando la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo\, Leo Muscato inaugura questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ha fatto con lui: Non è vero ma ci credo\, rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano\, ma dando alla storia un sapore più contemporaneo. Una tragedia tutta da ridere\, popolata da una serie di caratteri dai nomi improbabili che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia dell’arte. \ndurata: 1h 35’\n  \n  \n 
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SUMMARY:Silvio Orlando in CIARLATANI (biglietti sold-out)
DESCRIPTION:lunedì 8 aprile\, ore 21.00\nTEATRO COMUNALE DI PIETRASANTA\nStagione teatrale 23/24 \nI BIGLIETTI PER QUESTO EVENTO SONO ESAURITI \nSilvio Orlando\nCIARLATANI\ndi Pablo Remón\ntraduzione italiana Davide Carnevali da Los Farsantes \nregia Pablo Remón \ne con (in o.a.) Francesca Botti\, Francesco Brandi\, Blu Yoshimi \nscene Roberto Crea\nluci Luigi Biondi\ncostumi Ornella e Marina Campanale \nproduzione Cardellino srl/Spoleto Festival dei Due Mondi – Teatro di Roma / Teatro Nazionale \n  \nCiarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Ciarlatani. Anna Velasco\, un’attrice la cui carriera è in fase di stallo\, alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare; e Diego Fontana\, regista di successo di film commerciali portato ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera dopo un incidente. Due personaggi collegati dalla figura del padre di Anna\, Eusebio Velasco\, regista di culto degli anni ’80\, scomparso e isolato dal mondo. \nIl racconto di Anna ha uno stile molto cinematografico\, con un narratore che ci guida e in cui sogno e realtà si confondono; la storia di Diego invece è un’opera teatrale più classica\, rappresentata in spazi più realistici e poi infine c’è un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio. Tutte queste storie sono raccontate in parallelo e si alimentano a vicenda\, rendendo Ciarlatani uno spettacolo e una narrazione principalmente teatrale\, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica. \nDi fatto è una commedia\, una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo\, ma anche una riflessione sul successo\, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo\, dentro e fuori la finzione. Pablo Remón \ndurata: 1h 40’ \nbiglietti: disponibilità limitata. \nacquisto presso la biglietteria del  teatro comunale di Pietrasanta due giorni prima di ogni rappresentazione in orario 17-19 e il giorno stesso dello spettacolo dalle 17.00 in poi \ninfo: 0584.795511 – due giorni prima di ogni rappresentazione in orario 17-19 e il giorno dello spettacolo dalle ore 17.00 \n 
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SUMMARY:IL GIUOCATORE
DESCRIPTION:giovedì 7 marzo\, ore 21.00\nTEATRO COMUNALE DI PIETRASANTA\nStagione teatrale 23/24 \nAlessandro Averone\, Alvia Reale\, Nicola Rignanese\, Roberto Valerio\nIL GIUOCATORE\ndi Carlo Goldoni \nadattamento e regia Roberto Valerio\ne con Mimosa Campironi\, Massimo Grigò\, Luigi Tabita \nproduzione ATP Teatri di Pistoia – Centro di Produzione Teatrale \nIl Giuocatore è una delle “sedici commedie nuove” che Goldoni si impegna a scrivere\, sul finire del carnevale del 1750\, per sfida con il pubblico veneziano\, in un solo anno (dando vita ad alcuni capolavori come La bottega del caffè e Il bugiardo). \nLa commedia è un vivido studio di caratteri\, tratteggiati con brio e precisione\, che compongono il ritratto di un’intera società\, con le sue virtù e\, soprattutto\, i suoi vizi. \nUn testo magnifico\, sempre in bilico tra commedia e dramma\, di una modernità sconcertante. Una commedia nera che racchiude in sé la possibilità di raccontare con leggerezza i vizi e le ipocrisie dell’uomo\, dove la risata sgorga spontanea\, ma mai in maniera banale. La musica dal vivo\, il ballo e le canzoni interpretate dai personaggi arricchiscono di significato le varie situazioni della commedia regalando allo spettatore uno spettacolo complesso e variegato in cui l’arte antica di Goldoni incontra il contemporaneo. \ndurata: 2h \nbiglietti: disponibilità limitata. \nacquisto presso la biglietteria del  teatro comunale di Pietrasanta due giorni prima di ogni rappresentazione in orario 17-19 e il giorno stesso dello spettacolo dalle 17.00 in poi \ninfo: 0584.795511 – due giorni prima di ogni rappresentazione in orario 17-19 e il giorno dello spettacolo dalle ore 17.00
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