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SUMMARY:Eneide\, un racconto mediterraneo - Libro IV - Didone - Maddalena Crippa
DESCRIPTION:Produzione Teatro Pubblico Ligure-Attori & Tecnici per La Versiliana Festival 2016 \n \nENEIDE UN RACCONTO MEDITERRANEO\nprogetto e regia di Sergio Maifredi\n consulente letterario Andrea Del Ponte \nLa fortuna strepitosa dell’Eneide ha reso il testo di Virgilio uno dei libri fondativi della cultura occidentale. Quella di Virgilio è l’ennesima variante di un mito complesso che aveva alle spalle già un millennio di vita e che nel corso dei secoli ha continuato ad arricchirsi e modificarsi.\n Da quel crogiolo di storie che è  la guerra di Troia\, da quel vero e proprio Big Bang dell’universo mitologico greco romano\, Enea\, l’eroe di Virgilio\, era destinato a salvarsi\, a differenza di eroi come Achille o Ettore il suo destino non era circoscritto al presente\, ma abitava per vocazione la dimensione del futuro.\n Eneide è un racconto antico e al tempo stesso nostro contemporaneo: sul Mediterraneo\, è stato detto\, si fonda l’Europa e sul Mediterraneo si sta consumando la frattura politico e sociale dei popoli diversi che su questo mare si affacciano.\n Sergio Maifredi \nCanto la lotta di un uomo che\, profugo da Troia\n la storia spinse per primo alle sponde del Lazio:\n la violenza celeste\, e il rancore di una dea nemica\,\n lo trascinarono da un mare all’altro\, da una terra\n all’altra\, di guerra in guerra\, prima di fondare la sua città\n e di portare nel Lazio la sua religione: origine\n del popolo latino\, e albano\, e della suprema Roma.\n Tu\, spirito\, esponi le intime cause: per quale offesa\n o per quale dolore\, la regina degli dèi obligò quell’uomo\n così religioso\, a dover affrontare tanti casi\, tante\n fatiche: miseria di passioni nei cuori celesti!\n Traduzione Pier Paolo Pasolini \n28 luglio 2016\n ENEIDE UN RACCONTO MEDITERRANEO\n LIBRO IV – Didone\n MADDALENA CRIPPA \nUn canto di raffinata poesia che ha dato vita ad innumerevoli e\, in molti casi\, straordinarie riscritture\, basti pensare alla struggente “Didone abbandonata” di Metastasio.\n Didone\, regina di Cartagine\, si rivolge alla sorella Anna\, ammettendo i sentimenti per Enea\, che ha riacceso l’antica fiamma d’amore\, il solo per cui violerebbe la promessa di fedeltà eterna fatta sulla tomba del marito Sicheo. \nAnna riesce a persuaderla: la sorella è infatti sola e ancora giovane\, non ha prole ed ha troppi nemici intorno. Didone allora immola una giovenca al tempio e riconduce Enea nelle mura. È notte. \nGiunone allora propone a Venere di combinare tra i due giovani il matrimonio. Venere\, che intuisce il disegno di sviare Enea dall’Italia\, accetta\, pur facendo presente a Giunone la probabile avversità del Fato.\n L’indomani stesso\, Didone ed Enea partono a caccia ma una tempesta li travolge: si rifugiano così in una spelonca\, consacrando il rito imeneo. \nLa Fama\, mostro alato\, avverte del connubio Iarba\, pretendente respinto di Didone e re dei Getuli\, che invoca Giove. Il padre degli dei invia il suo messaggero Mercurio a ricordare a Enea la fama e la gloria che attendono la sua discendenza. \nEnea allora chiama i suoi compagni\, arma la flotta e si appresta a partire. \nMa Didone\, già informata dalla Fama\, corre infuriata da Enea\, biasimandolo di aver cercato di ingannarla e ricordandogli del loro amore e della benevolenza con cui l’aveva accolto\, rinfacciandogli poi di non avere neppure coronato il loro sentimento con un figlio. \nEnea\, pur riconoscendole i meriti\, spiega che non può rimanere\, perché è obbligato e continuamente sollecitato dagli dei e dall’ombra del defunto padre Anchise a cercare l’Italia. Ritornato alla flotta\, rimane impassibile alla rinnovata richiesta di trattenersi e alle maledizioni di Didone\, che è perseguitata dal dolore con continue visioni maligne. \nCosì\, nella notte\, mentre la regina escogita il modo e il momento del suicidio per porre fine a tanti affanni\, Enea\, avvertito in sonno\, fugge immediatamente da quella terra. \nAll’aurora\, con la vista del porto vuoto\, Didone invoca gli dei contro Enea\, maledicendolo e augurandogli sventure\, persecuzioni e guerra eterna tra i loro popoli. \nGiunta sulla pira funeraria\, si trafigge con la spada di Enea\, mentre le ancelle e la sorella invocano disperate il suo nome. \nGiunone poi invia Iride a sciogliere la regina dal suo corpo e a recidere il capello biondo della sua vita. Voltandosi indietro dal ponte della sua nave\, Enea vede il fumo della pira di Didone e ne comprende chiaramente il significato: tuttavia il richiamo del destino è più forte e la flotta troiana fa vela verso l’Italia.
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SUMMARY:I tramonti Shakespeariani - Riflessioni sul Bardo - Tra pittura e parola di Vittorio Sgarbi
DESCRIPTION:I TRAMONTI SHAKESPERIANIProgetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni\nBrevi Note sul Progetto:“Dopo 400 anni dalla sua morte\, Shakespeare\, non cessa di stupirci per la sua complessità\, bellezza\, varietà e modernità dei personaggi e delle trame.”Da queste considerazioni prende lo spunto il progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni: sette serate di teatro tra parole e musica nel pontile di Pietrasanta\, totalmente immerso nel mare.L’acqua come mezzo di trasporto ci farà arrivare da lontano storie e detriti di culture ormai universali\, amplificate dalla voce di grandi attori italiani.La poesia\, la filosofia\, il pensiero del grande autore sostenuti dalla musica dal vivo e la voce degli attori diventeranno corpo\, per un rituale laico da sempre punto d’arrivo per ogni messa in scena teatrale. Insomma\, Shakespeare rivissuto solo ed unicamente attraverso i suoi protagonisti\, non filtrati da idee registiche o allestimenti vari\, ma solo da attori e musicisti che ne daranno una loro personale e quindi irripetibile interpretazione \n \nVittorio Sgarbi\nBarbara Bovoli e Marco Paparella\nin \n“La critica: Riflessioni sul BardoTra pittura e parola”\nRiadattamento e traduzione a cura diFausto Costantini e Michele Di MartinoMusiche di scena eseguite da Terry HornCoordinamento registico di Fausto Costantini \nLa serata spettacolo conferenza si snoda alternando momenti di riflessione sulla pittura generata dall’opera di Shakespeare e la lettura di alcune opere del Bardo.Le opere per questo viaggio sono frammenti tratti da: –  “Macbeth”\, la tragedia più breve di Shakespeare in cui Lady Macbeth personifica il male a tinte fosche e cruente. –  “Amleto”\, opera scritta tra il 1600 e 1602\, dramma incentrato sulla vendetta. Amleto simula la follia per scoprire i responsabili della morte del padre. –  “Romeo e Giulietta”\, la tragedia dell’amore più lirico e fatale –  “Antonio e Cleopatra”\, la tragedia della passione tra Cleopatra e Marco Antonio –  “Enrico VIII”\, ultimo dramma di Shakespeare–  “La tempesta”\, con cui si conclude questo viaggio con un rito di espiazione che restaura la giustizia e concede salvezza e vita con toni di gravità e perdono\, come nel purgatorio dantesco o nelle Eumenidi Eschilee: la luce calma e armoniosa dell’isola\, la grazia del cielo\, le voci e le musiche soprannaturali\, conferiscono a questo dramma la solennità di una sacra rappresentazione del mistero della vita umana.
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SUMMARY:Eneide\, un racconto mediterraneo - Libro II - Troia espugnata - Massimiliano Wertmuller
DESCRIPTION:Produzione Teatro Pubblico Ligure-Attori & Tecnici per La Versiliana Festival 2016 \n \nENEIDE UN RACCONTO MEDITERRANEO\nprogetto e regia di Sergio Maifredi consulente letterario Andrea Del Ponte \nLa fortuna strepitosa dell’Eneide ha reso il testo di Virgilio uno dei libri fondativi della cultura occidentale. Quella di Virgilio è l’ennesima variante di un mito complesso che aveva alle spalle già un millennio di vita e che nel corso dei secoli ha continuato ad arricchirsi e modificarsi. Da quel crogiolo di storie che è  la guerra di Troia\, da quel vero e proprio Big Bang dell’universo mitologico greco romano\, Enea\, l’eroe di Virgilio\, era destinato a salvarsi\, a differenza di eroi come Achille o Ettore il suo destino non era circoscritto al presente\, ma abitava per vocazione la dimensione del futuro. Eneide è un racconto antico e al tempo stesso nostro contemporaneo: sul Mediterraneo\, è stato detto\, si fonda l’Europa e sul Mediterraneo si sta consumando la frattura politico e sociale dei popoli diversi che su questo mare si affacciano. Sergio Maifredi \nCanto la lotta di un uomo che\, profugo da Troia la storia spinse per primo alle sponde del Lazio: la violenza celeste\, e il rancore di una dea nemica\, lo trascinarono da un mare all’altro\, da una terra all’altra\, di guerra in guerra\, prima di fondare la sua città e di portare nel Lazio la sua religione: origine del popolo latino\, e albano\, e della suprema Roma. Tu\, spirito\, esponi le intime cause: per quale offesa o per quale dolore\, la regina degli dèi obligò quell’uomo così religioso\, a dover affrontare tanti casi\, tante fatiche: miseria di passioni nei cuori celesti! Traduzione Pier Paolo Pasolini \n21 luglio 2016 ENEIDE UN RACCONTO MEDITERRANEO LIBRO II – Troia espugnata MASSIMO WERTMULLER \nLa poesia di Virgilio appare come una drammatica cronaca attuale: città in fiamme\, profugo\, esule\, barca\, mare. Sono parole che\, nude e scarne\, creano un ponte tra la distanza altrimenti astratta tra noi ed Enea. I Troiani in fuga dalla città in fiamme raggiungono Cartagine e qui vengono accolti da Didone. Durante il banchetto\, Enea racconta la sua storia e le sue vicende e i fatti che hanno provocato il fortuito arrivo della sua gente da quelle parti\, a partire dalla caduta di Troia. L’astuto Ulisse aveva trovato il modo di riuscire ad entrare nella città facendo costruire un enorme cavallo di legno\, che avrebbe racchiuso\, nascosti al suo interno\, lui e alcuni dei migliori guerrieri greci. I Troiani\, all’oscuro di tutto\, ingannati dal greco Sinone che aveva millantato loro la partenza dei greci (poi rivelatasi falsa) e incuriositi dal cavallo\, avevano deciso di trasportarlo dentro le mura della città\, incuranti delle profezie di Cassandra e di Laocoonte. Usciti nottetempo dal cavallo\, i guerrieri greci mettono Troia a ferro e fuoco. Enea\, svegliato all’improvviso dal fantasma di Ettore vede con orrore che cosa sta succedendo. Radunati alcuni guerrieri\, organizza la fuga dalla città. Enea racconta quindi la sua fuga con il figlio Iulo e il vecchio padre Anchise caricato sulle proprie spalle: sua moglie Creusa non riesce a fuggire con loro e muore nella città che brucia: appare come ombra a Enea\, raccomandandogli di vigilare sempre sul loro figlio.
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SUMMARY:I tramonti Shakespeariani - Dichiaro guerra al tempo - Manuela Kusterman - Melania Giglio
DESCRIPTION:I TRAMONTI SHAKESPERIANI Progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni\nBrevi Note sul Progetto: “Dopo 400 anni dalla sua morte\, Shakespeare\, non cessa di stupirci per la sua complessità\, bellezza\, varietà e modernità dei personaggi e delle trame.” Da queste considerazioni prende lo spunto il progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni: sette serate di teatro tra parole e musica nel pontile di Pietrasanta\, totalmente immerso nel mare. L’acqua come mezzo di trasporto ci farà arrivare da lontano storie e detriti di culture ormai universali\, amplificate dalla voce di grandi attori italiani. La poesia\, la filosofia\, il pensiero del grande autore sostenuti dalla musica dal vivo e la voce degli attori diventeranno corpo\, per un rituale laico da sempre punto d’arrivo per ogni messa in scena teatrale.  Insomma\, Shakespeare rivissuto solo ed unicamente attraverso i suoi protagonisti\, non filtrati da idee registiche o allestimenti vari\, ma solo da attori e musicisti che ne daranno una loro personale e quindi irripetibile interpretazione \n \nManuela Kustermann e Melania Giglio\nin \n“Dichiaro guerra al tempo” da I sonetti di W. Shakespeare\nRegia di Daniele Salvo traduzione e adattamento: Manuela Kustermann costumi: Anna Mode e Silvia Aimonino luci: Valerio Geroldi – fonico: Stefano Recchia musiche: Pink Floyd\, David Bowie\, Queen\, Rolling Stones\, Joni Mitchell\, Peter Gabriel\, Cat Stevens \nuna produzione Festival della Versiliana\, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello \nDue donne giacciono sprofondate negli abissi del tempo. Una in epoca elisabettiana\, l’altra in epoca moderna. \nAbitano la stessa stanza. Non si vedono\, non si parlano direttamente\, ma sicuramente si percepiscono. \nLa stanza è la stanza della memoria. Ovunque\, manoscritti\, versi\, perpetue parole\, spartiti musicali. I versi appartengono a William Shakespeare. \nNella stanza dell’immaginario del grande poeta ci si può anche smarrire. Là ci sono pochi oggetti\, lo spazio è denso\, percorso da sussurri e voci dimenticate\, memorie di antiche interpretazioni\, ombre in transito e riflessi di luce abbaglianti. Il poeta è testimone instancabile di un mondo che non c’è più\, una realtà costruita con dedizione\, fede\, potenza espressiva\, serietà\, competenza e valori indiscutibili. \nIl poeta frequenta il futuro nella vita di ogni giorno\, si batte per la verità\, cade in deliquio\, trema\, sviene per un istante e in quell’istante elabora universi\, sogna l’infinito e tenta di decifrarne la grammatica. Così è la scrittura di Shakespeare\, scrittura “vivente”\, tracciata nell’inconscio dei suoi interpreti. Così è la sua Poesia. \nQuesto viaggiatore dell’illusione e del sogno parla una lingua di cristallo\, si misura con ogni possibile realtà\, ogni forma di tradimento e\, come dal fondo di un pozzo\, si affanna a parlare a tutti gli uomini ancora “vivi”\, tramite versi che ci parlano delle paure di un vecchio\, degli incubi notturni di un Re lasciato solo dalle figlie\, delle notti d’amore di una Regina\, degli affanni di un giovane principe\, dei pensieri di un grande condottiero… La stanza che ospita quest’uomo ha grandi pareti di fumo che soffrono dell’instabilità propria dei sogni e quindi mutano continuamente. \nProprio perché è “strumento divino”\, proprio perché dialoga con gli angeli\, il Poeta non deve solo divertirci (di-vertere = distrarre da)\, ma ha la possibilità di aiutarci a ritrovare la nostra grazia perduta\, la nostra innocenza\, a lungo vagheggiata e rimpianta\, cancellata inesorabilmente dal cinismo e dalla superficialità della nostra vita quotidiana. \nCosì le due donne iniziano un dialogo senza fine\, dove\, da due diverse dimensioni\, si interrogano ancora e ancora sulla vera natura dell’amore. Sul confine tra amore e amicizia. \nIn che cosa differiscono l’amore passionale e quello ideale? Quando possiamo parlare di affinità elettive? \nShakespeare nei suoi sonetti indaga tutti i possibili aspetti dell’amore. E l’amore stesso diviene così lo strumento d’eccellenza per conoscere se stessi\, l’altro\, il mondo\, la poesia\, la bellezza e la caducità. \nUna conversazione infinita\, dove il gioco dei sentimenti è vissuto fino in fondo e porta le due donne ad osservare con dolcissima compassione la fatale caducità del nostro tempo terreno . \nPerché è proprio il Tempo\, con il suo inganno\, il suo orrore\, il suo splendore\, a rappresentare il vero grande tema dei Sonetti di Shakespeare. \nAmore e Tempo. Entrambi caduchi. Entrambi infiniti. \nE noi sempre in guerra. Con entrambi. \n 
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SUMMARY:I tramonti Shakespeariani – Le allegre comari di Windsor - Andrea Buscemi
DESCRIPTION:I TRAMONTI SHAKESPERIANIProgetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni\nBrevi Note sul Progetto:“Dopo 400 anni dalla sua morte\, Shakespeare\, non cessa di stupirci per la sua complessità\, bellezza\, varietà e modernità dei personaggi e delle trame.”Da queste considerazioni prende lo spunto il progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni: sette serate di teatro tra parole e musica nel pontile di Pietrasanta\, totalmente immerso nel mare.L’acqua come mezzo di trasporto ci farà arrivare da lontano storie e detriti di culture ormai universali\, amplificate dalla voce di grandi attori italiani.La poesia\, la filosofia\, il pensiero del grande autore sostenuti dalla musica dal vivo e la voce degli attori diventeranno corpo\, per un rituale laico da sempre punto d’arrivo per ogni messa in scena teatrale. Insomma\, Shakespeare rivissuto solo ed unicamente attraverso i suoi protagonisti\, non filtrati da idee registiche o allestimenti vari\, ma solo da attori e musicisti che ne daranno una loro personale e quindi irripetibile interpretazione \n \nAndrea Buscemi\nBarbara Bovoli\, Marco Paparella\nin \n“Le allegre comari di Windsor”\nTraduzione e adattamento di \nFausto Costantini e Michele Di Martino \nMusiche di scena eseguite da Terry Horn \nCoordinamento registico di Fausto Costantini \n“Le allegre comari di Windsor” è una delle opere meno conosciute di Shakespeare e fu commissionata dalla Regina Elisabetta che\, interessata all’evoluzione del personaggio di Falstaff dell’Enrico IV e del suo ruolo di innamorato\, chiese la stesura della commedia in quindici giorni. Ne “I Tramonti Shakespeariani”\, nella suggestiva cornice del pontile\, verrà letto un adattamento in forma contenuta della commedia: in essa si narra la storia di Falstaff il quale\, in cerca di denari e fortuna\, manda volutamente la medesima lettera d’amore a due donne sposate e benestanti: la signora Ford e la signora Page. Scoperto l’inganno decidono di punire Falstaff per la sua furfanteria\, gettandolo\, al primo appuntamento\, in una cesta di panni sporchi nel Tamigi\, bastonandolo al secondo\, e facendolo assalire da una falsa orda di folletti e fate nel terzo e ultimo incontro. Andrea Buscemi già interprete di svariati ruoli di questa commedia in diverse edizioni\, per la prima volta si cimenta in John Falstaff.
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SUMMARY:I tramonti Shakespeariani -  Otello - Alessandro Haber
DESCRIPTION:I TRAMONTI SHAKESPERIANIProgetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni\nBrevi Note sul Progetto:“Dopo 400 anni dalla sua morte\, Shakespeare\, non cessa di stupirci per la sua complessità\, bellezza\, varietà e modernità dei personaggi e delle trame.”Da queste considerazioni prende lo spunto il progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni: sette serate di teatro tra parole e musica nel pontile di Pietrasanta\, totalmente immerso nel mare.L’acqua come mezzo di trasporto ci farà arrivare da lontano storie e detriti di culture ormai universali\, amplificate dalla voce di grandi attori italiani.La poesia\, la filosofia\, il pensiero del grande autore sostenuti dalla musica dal vivo e la voce degli attori diventeranno corpo\, per un rituale laico da sempre punto d’arrivo per ogni messa in scena teatrale. Insomma\, Shakespeare rivissuto solo ed unicamente attraverso i suoi protagonisti\, non filtrati da idee registiche o allestimenti vari\, ma solo da attori e musicisti che ne daranno una loro personale e quindi irripetibile interpretazione \nAlessandro Haber\nBarbara Bovoli\, Antonella Bavaro\, Marco Paparella \nin \n“Otello”\nVersione di Fausto Costantini \nMusiche di scena eseguite da Terry Horn \nCoordinamento registico di Fausto Costantini \nDesdemona\, figlia di Bravanzio senatore Veneziano\, sposa segretamente il Moro Otello\, abile e famoso generale al servizio della Repubblica. Bravanzio accusa il Moro di avergli sedotta la figlia\, ma arriva l’annuncio che i turchi minacciano Cipro\, e Otello viene mandato a difenderla. Desdemona ottiene di seguirlo\, e con loro è l’alfiere Iago\, geloso del giovane Cassio\, che Otello ha promosso luogotenente. \nPer vendicarsi Iago lo fa ubriacare mentre è in servizio\, e Cassio cade in disgrazia. Iago allora lo persuade a chiedere l’intercessione di Desdemona; poi fa credere che Cassio sia il suo amante\, facendolo risultare in possesso di un fazzoletto che il Moro aveva donato alla moglie. Certo del tradimento e folle di gelosia\, Otello soffoca Desdemona e ordina a Iago di uccidere Cassio; ma è Roderigo a morire ucciso da Iago\, e sul suo corpo vengono trovate lettere che rivelano la verità e l’innocenza di Cassio e Desdemona. Otello si trafigge con la spada. \nIl testo costruito sul tradimento di Iago e la gelosia di Otello è un viaggio in cui sottili sfumature colgono l’umanità dei personaggi. La particolarità di queste letture “Tramonti Shakespeariani” non sono finalizzate ad una analisi dei personaggi a cui segua una messa in scena\, ma sono vere e proprie forme di spettacolo. Interessante l’esperimento che oltre al presunto tradimento di Desdemona\, anche l’inganno di Iago sia ordito da una donna a rendere ancora più esaltata la follia di Otello Haber.
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SUMMARY:Omaggio a Giancarlo Bigazzi - Io canto e tu - Raffaele Giglio\, Giorgio Gulì\, Motin
DESCRIPTION:IO CANTO E TU\nOmaggio a Giancarlo Bigazzi\nUn lungo viaggio attraverso la rivisitazione di 12 brani scritti dal maestro Giancarlo Bigazzi per ricordare ed omaggiare il talento e la genialità di questo grandissimo autore della musica italiana che vedrà 3 artisti emergenti dare vita ad uno spettacolo con filo conduttore le canzoni di Giancarlo Bigazzi. Riascolteremo Fa Chic\, Tu\, Gli altri siamo noi\, Gente di mare\, Qualcosa Qualcuno\, Se bruciasse la città\, Self Control\, Ti pretendo\, Vaffanculo\, Pensa\, Questo amore non si tocca\, Io canto e tu oltre a 3/4 inediti per ciascun artista (Raffaele Giglio – Il sogno\, La danza\, Bell’addio\, La voglia; Giorgio Gulì – Sabbia in metrò\, In quest’Italia\, Non so\, In play; Motin – Coeur ballon\, Au nom de l’amour\, Ces nuits\, Artist) tutti con l’accompagnamento musicale di Mirko Verrengia al basso\, Giacomo Ballerini alla chitarra) e David Salvatori alla batteria ed il dj Luca De Paoli al Dub Master. Durante lo spettacolo nessuno dei cantautori lascerà mai la scena; oltre alle esibizioni a tre voci\, anche nei brani che ognuno interpreterà singolarmente verrà affiancato dagli altri due artisti con featuring o cori. Durata prevista circa 100 min ca \nScaletta – Io canto e tu (trio) – Se bruciasse la città (Raffaele Giglio) – Self Control (Motin) – Questo amore non si tocca (Motin e Giorgio Gulì) – Tu (Trio) – Qualcosa Qualcuno (trio in acustico) – In questa Italia (G. Gulì) – Sabbia in metrò (G. Gulì) – Il sogno (R. Giglio) – La danza (R. Giglio) – Coeur Ballon (Motin) – Au nom de l’amour (Motin) – Vaffanculo (R. Giglio) – Pensa (G. Gulì) – Ti pretendo (R. Giglio) – Fa chic (Motin) – Gli altri siamo noi (trio) – Bell’adddio/La vogli (R. Giglio) – Non so/In play (G. Gulì) – Artist/Ces nuits (Motin) – Gente di mare (trio) + finale strumentale.
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SUMMARY:I tramonti Shakespeariani – Il Canto dell’usignolo - Glauco Mauri e Roberto Sturno
DESCRIPTION:Glauco Mauri e Roberto Sturno\n+ 2 Attori e 1 Musicista in \n“Il canto dell’usignolo”\nPoesie\, commedie e drammi di Shakespeare\ndi Glauco Mauri  \n  \nBrevi Note sul Progetto  \n“Dopo 400 anni dalla sua morte\, Shakespeare\, non cessa di stupirci per la sua complessità\, bellezza\, varietà e modernità dei personaggi e delle trame.” Da queste considerazioni prende lo spunto il progetto di Fausto Costantini e Massimiliano Simoni: sette serate di teatro tra parole e musica nel pontile di Pietrasanta\, totalmente immerso nel. L’acqua come mezzo di trasporto ci farà arrivare da lontano storie e detriti di culture ormai universali\, amplificate dalla voce di grandi attori italiani. La poesia\, la filosofia\, il pensiero del grande autore sostenuti dalla musica dal vivo e la voce degli attori diventeranno corpo\, per un rituale laico da sempre punto d’arrivo per ogni messa in scena teatrale. Insomma\, Shakespeare rivissuto solo ed unicamente attraverso i suoi protagonisti\, non filtrati da idee registiche o allestimenti vari\, ma solo da attori e musicisti che ne daranno una loro personale e quindi irripetibile interpretazione
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