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LA BELLA ADDORMENTATA – Balletto del Sud

Balletto del Sud

LA BELLA ADDORMENTATA

Coreografia Fredy Franzutti
Musica Piotr Il’ic Caikovskij
Scene Francesco Palma

Presentazione

La Bella Addormentata, è di Charles Perrault. Prima ancora di Perrault, l’italiano Giambattista Basile (nella raccolta Lo cunto de li cunti) narra di una principessa addormentata per un incantesimo nel meridione dell’Italia. Al racconto di Basile, Perrault si ispira per la sua versione edulcorata e borghese. Da qui l’idea di Franzutti, uno dei coreografi più noti nel panorama nazionale, di riportare nel sud del paese le disavventure della bella principessa Aurora. Questo ha permesso, al coreografo salentino, quello che il critico Vittoria Ottolenghi ha definito: “una vera botta di teatro”, e cioè la sostituzione della puntura del consueto fuso con il morso della tarantola salentina. La Principessa Aurora è quindi, nell’edizione di Franzutti, una fresca ragazza mediterranea a cui una vecchia maga predice un atroce destino. Sarà la magia della zingarella Lilla e il bacio d’amore di un principe-antropologo sulle orme della leggenda a destare la fanciulla dal suo sonno centenario. Per la leggibilità della drammaturgia, per l’efficacia dell’ambientazione e per la viva caratterizzazione dei personaggi, lo spettacolo ha raccolto, sin dalle prime rappresentazioni del 2000, la piena adesione di pubblico, ed è stato ampiamente lodato dalla critica. Gli assieme dei danzatori nella brillante realizzazione delle scene più festose e l’accurata esecuzione dei protagonisti hanno contribuito al successo dello spettacolo.

« Un’ idea legittima e funzionante quella di Fredy Franzutti, abile coreografo del Balletto del Sud, che ha presentato una personale versione del balletto «La Bella addormentata nel Bosco» sulla musica di Cajkovskij, ambientato nel Salento. Questo, non soltanto riporta nel Meridione mediterraneo una fiaba/mito di chiaro tipo stagionale (la morte e la resurrezione annuale della Natura), che certo nacque da queste parti; ma gli permette una vera «botta di teatro», e cioè la sostituzione della puntura del consueto, fallico fuso (che dovrebbe dare la morte alla sedicenne Aurora) con il morso della tarantola locale. Da qui, l’arrivo della vecchia fattucchiera malevola, l’antagonismo positivo della zingara «Lilla» che pratica soltanto magia bianca. E sarà lei a trasformare la morte di Aurora, morsa dalla tarantola, nel lungo sonno collettivo di tutto il palazzo e del bosco di ulivi. Di qui, anche, le belle danze scatenate ed inutili, che vorrebbero esorcizzare il maleficio della tarantola. Insomma, un balletto ricco, vistoso, pieno di avventure e che – questo è davvero miracoloso – è realizzato da Franzutti con geniale efficacia ed essenzialità drammaturgiche con diciotto ballerini di alta qualità.

Un gran successo.»

Vittoria Ottolenghi, L’Espresso

FREDY FRANZUTTI E IL BALLETTO DEL SUD

Il Balletto del Sud fondato nel 1995 a Lecce da Fredy Franzutti, coreografo di agile eclettismo, fra i più conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero, presenta un organico composto da 20 solisti di diverse nazionalità, di elevato livello tecnico e alcuni in grado di alternarsi nei ruoli principali.

La compagnia vanta un repertorio di trentasette produzioni comprendente i grandi titoli della tradizione classica (come Lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata, Carmen) e titoli moderni (come La sagra della primavera, L’uccello di Fuoco, Edipo RE etc.) coreografati da Fredy Franzutti e impreziositi spesso dalla partecipazione di étoile ospiti come Carla Fracci, Lindsay Kemp, Luciana Savignano, Alessandro Molin, Giuseppe Picone, Xiomara Reyes, Vladimir Vassiliev, Grazia Galante, Monica Perego, Marco Pierin, Letizia Giuliani, Gilda Gelati, molti primi ballerini dell’Opera di Sofia come Dilyana Nikiforova, Yassen Volcianof, Maria Ylieva, Sara Nora Krysteva, Trifon Mitev, Vesa Tonova, Emil Yordanov, Marta Petkova, Nikola Hadjitanev, Katerina Petrova, Boriana Petrova, Tsetso Ivanov ed i primi ballerini dell’opera di Tirana Enada Oxha e Gerd Vaso.

Le molteplici tournée nel territorio nazionale annoverano importanti teatri e festival per un totale di oltre cento spettacoli ogni anno.

La compagnia si esibisce in grandi spazi scenici come il Festival di Taormina, il Teatro Grande di Pompei e altri teatri antichi d’Europa; il Balletto del Sud partecipa, inoltre, a diversi eventi televisivi di Rai Uno, come le coreografie del”Concerto di capodanno 2004” in diretta eurovisione dal Teatro La Fenice di Venezia, e a produzioni d’opera lirica, come al Teatro Politeama Greco di Lecce, al ROF di Pesaro, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Bellini di Catania, al Teatro Valli di Reggio Emilia, al Petruzzelli di Bari, al Bellini di Catania e in Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania, Russia e Montecarlo. Dal 1997 realizza ogni anno una produzione nella Stagione Sinfonica dell’orchestra “Tito Schipa” di Lecce.

Tra le tournée all’estero ricordiamo quella del 2006 in Vietnam nei teatri di Hanoi e Ho Ci Min City. Nel 2010 e nel 2015 è stato ospite del Teatro dell’Opera di Tirana in Albania. Nel 2011 ha rappresentato l’Italia al Festival delle Culture Europee di Algeri, nel 2014 è stata protagonista del progetto Athene, tenutosi in Italia, Spagna e Croazia, nel 2017 in Tunisia, nel 2018 in Egitto.

Tra gli eventi e le inaugurazioni, ricordiamo anche quelli realizzati per la Fondazione Memmo, per Vittoria Ottolenghi e per Vittoria Cappelli. L’attività della compagnia si realizza inoltre attraverso progetti con cadenza annuale come “La scuola a Teatro” (in attivo dal 1995), progetto di educazione teatrale che vede coinvolti ogni anno 3.000 studenti; “Itinerario Danza” (dal 1997), progetto turistico-culturale che prevede un circuito estivo di spettacoli nei borghi antichi del territorio salentino, “Dall’Alpi alle Piramidi” (dal 2006), progetto di interscambio culturale con i teatri degli stati del Mediterraneo e dell’Est Europa e di internazionalizzazione della scena e “La Settimana della Danza” progetto di formazione del novo pubblico con la realizzazione di spettacoli, conferenze, stage. Numerose sono inoltre le collaborazioni con artisti di chiara fama: scenografi (Pignatelli, Palma, Ducrot), musicisti (Lorin Maazel, Richard Bonynge, Karl Martin, Franco Battiato e Francesco Libetta) e attori (Ugo Pagliai, Paola Pitagora, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco Nero, Michele Mirabella) che hanno contribuito al successo della compagnia.

Il Balletto del Sud, compagnia grintosa e non solo decisamente superiore alle altre compagnie del nostro paese, ma qualitativamente molto meglio di quasi tutti i prodotti del genere che importiamo dall’est; una realtà instancabile, concretamente stabile, che riesce a riempire i teatri” – Vittoria Ottolenghi, L’Espresso

LA TRAMA

PROLOGO – Il Battesimo.

C’era una volta un “Re” (ovvero il discendente di una nobile famiglia di uomini potenti come Re), che negli anni ‘40 si trasferisce con la sua famiglia nella villa di campagna in una provincia del sud dell’Italia, lontano dai disagi e dai pericoli della guerra. Il nostro racconto ha inizio nella notte in cui la moglie sta per mettere al mondo il primo erede. Sorelle, zie e servitù sono in grande agitazione: chi porta acqua calda, chi cerca asciugamani, chi prega il Signore. Il padre, agitatissimo, percorre avanti e indietro la stanza, pregando, sperando, immaginando il suo erede. Poi un momento di calma e, di seguito, la lieta notizia: «Sei papà di una bella bambina!». Si decide di chiamarla Aurora, perché in quel luogo così a Oriente si vede l’alba molto presto. Pochi mesi dopo si organizza il battesimo. E’ tempo di guerra: gli uomini sono partiti e le donne sono rimaste a lavorare, vestite di nero. Comunque non mancano i regali per la nuova nata. Il padre con soddisfazione annuncia l’arrivo del prete con i suoi chierichetti. Finita la cerimonia, il prelato va via, ma le donne vogliono che anche il padre si allontani. Una volta sole, si assicurano che nessuno le veda e introducono, dalla porta di servizio, una zingara di passaggio in quella zona. Come da tradizione di quelle terre al battesimo cristiano segue un’iniziazione pagana: un incantesimo per augurare alla bambina felicità, amore e bellezza. La zingara inizia il suo rito con la complicità della madre e delle zie, ma giunge il padre infuriato per l’iniziativa della moglie la quale spiega al marito che la zingara sta augurando alla bambina ogni bene. Il padre comprende e porge le sue scuse alla zingara. Tutto sembra andar bene; ma una delle presenti rammenta che a tutti è sfuggito di invitare la maga “ufficiale” del paese: un vecchia chiromante, parente del padre, specializzata in fatture ed esorcismi, che esercita da sempre. Proprio in quel momento la vecchia irrompe nella casa, e indaga: «Chi è stato a dimenticarmi?». Lei anche vuole offrire un dono, il presagio sulla vita futura della giovane: «La bambina, in verità, crescerà bella e buona, circondata dall’amore di tutti: Ma, entro il compimento del suo sedicesimo anno di età, incontrerà una tessitrice, si pungerà e, a causa della puntura, morirà». Che grande disperazione… Chi piange, chi grida, chi chiede aiuto e clemenza. In quel

momento la zingarella, rimasta in un angolo ad ascoltare, viene al centro della stanza e manda via la vecchia dicendo: «Non vedo morte prematura nella vita di questa giovane. Va’ via!». Il padre è disperato: a chi bisogna credere? Non sa cosa pensare. Ma per precauzione proclama che, nella sua casa e nelle sue proprietà nessuno, per i prossimi sedici anni, dovrà più tessere, cucire, ricamare e usare spilli.

ATTO PRIMO – Il Compleanno

Sedici anni dopo la guerra è finita, e l’America ha colorato i vestiti. Siamo alla fine degli anni Cinquanta. Che festa! Amici e amiche che si divertono nel giardino della casa. Tutti attendono impazienti la festeggiata. Nell’attesa la mamma organizza un gioco, il “ruba-bandiera”, al quale partecipa anche il padre. Tutti si divertono. Arriva la festeggiata, la reginetta della festa. Le attenzioni dei ragazzi sono tutte per lei. Lei danza da sola e con le amiche. Anche i genitori vogliono partecipare alle danze. Ma sul più bello… arriva la vecchia maga che regala alla ragazza un grazioso boccale di vetro con all’interno… una terribile tarantola. La giovane osserva, apre il contenitore incuriosita, e viene punta.

E’ vero… Nessuno aveva pensato che la tessitrice che la giovane avrebbe incontrato poteva essere un ragno che fila ragnatele. Il veleno già produce i suoi effetti mortali. Il padre chiede perdono alla strega per non averla ascoltata, e lei continua a dire: «Vi avevo avvertiti». «Trova una soluzione, Vecchia! » grida il padre allora, minacciandola. «Non mi fai paura, ma ti aiuterò, perché solo io vi posso aiutare. Tutti noi ora dobbiamo danzare per esorcizzare il maleficio», risponde la vecchia alzando le braccia al cielo. Si comincia a danzare intorno al corpo della giovinetta. La madre esorta ad ascoltare: arriva qualcuno. E’ la zingarella del battesimo che si svela una potente fata: «La ragazza non morirà, ma dormirà finché un bacio d’amore non la sveglierà. E in attesa, anche voi vi addormenterete fino a quel momento; ed io veglierò sul vostro sonno».

Parte Seconda

ATTO SECONDO – Il Bosco delle ombre

Sono trascorsi circa 50 anni e la leggenda della giovane fanciulla punta da un ragno è stata raccontata in tutta Europa. Il fenomeno del tarantismo interessa studiosi e antropologi che si recano in quella terra per studiare le tradizioni, e magari scoprire dove si trova la villa nel bosco. Tra loro, un giorno giunge Ernesto, giovane studioso antropologo di ricca famiglia con nobili origini. Il bel principe appassionato di tradizioni popolari cercava da anni quel misterioso luogo, e vuole assolutamente scoprirne il segreto. Con i suoi libri e le sue mappe si addentra da solo nel bosco e, giunta sera, si perde. Dopo aver vagato senza trovare la sua strada incontra una creatura misteriosa ed evanescente alla quale chiede informazioni sulla villa perduta. Ella in realtà è la buona zingarella che ora ha più di cento anni. L’ombra racconta al principe che quel luogo deserto un giorno era abitato da gente felice che viveva, lavorava i campi e coglieva i frutti, e la contrada era piena di vita. Il principe si volta incredulo e vede tra gli alberi immagini di gente, di persone, figure evanescenti di uomini e donne che si destano da un lungo sonno. La stessa zingara si è tramutata in un’ombra. “Costoro sono i sogni delle persone che dormono per un incantesimo che si romperà solo con un bacio d’amore” dice l’ombra al Principe. Il ragazzo vuole assolutamente salvare Aurora e chiede ancora alle figure come trovare la villa nel bosco. “Segui gli uccellini blu come il mare” le rispose l’ombra scomparendo tra gli alberi.

E così fu: Ernesto segue i volatili, e giunge dinnanzi al palazzo. Qui, tramutata in falena, lo attende la vecchia Carabosse, rimasta lì a guardia del castello per scongiurare che l’incantesimo si sciolga. Ma è troppo vecchia per combattere e vola via tra gli alberi. Ernesto entrò nella villa, vide addormentata su di un letto una fanciulla bellissima, e subito innamoratosene, la baciò. In quello stesso istante la bella, addormentata da cinquanta anni, si risveglia, e insieme si ridesta tutta la sua famiglia. I due si giurano amore eterno.

ATTO TERZO – Il Matrimonio

Ernesto e Aurora hanno deciso di sposarsi. E’ il matrimonio del secolo: giornalisti e inviati speciali cercano di strappare un’intervista ai protagonisti, invitati da ogni luogo vogliono vedere la giovane rimasta addormentata a causa di una tarantola per cinquanta lunghi anni. La festa da ballo è organizzata a casa della sposa nella famosa villa nascosta nel bosco, ed è grandiosa: luci colorate, gente elegantissima che danza scatenandosi; c’è chi beve un po’ troppo, le ragazze sensuali guardano i giovanotti. Ma ad un certo punto tutti si voltano ed entrano nel salone gli sposi. Sono bellissimi, e danzano, innamorati. Il padre ha coronato il suo sogno vedere la figlia sposa. E la strega cattiva? Che fine ha fatto?

Agosto 13 2019

Dettagli

Data: Agosto 13
Ora: 21:30 - 23:00
Costo: in attesa
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Evento Tags:

Luogo

Teatro grande – La Versiliana

Viale Morin n. 16
Marina di Pietrasanta, Lucca 55045 Italia

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Telefono:

0584265757

Dettaglio prezzo biglietti
Poltronissima: €
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